INTERVISTA

Luciano Cherobin

La “Monte Pasubio”. Un secolo vissuto come una famiglia
By Athesis Studio
Il presidente della sezione Luciano Cherobin è alla guida dal 2013
Il presidente della sezione Luciano Cherobin è alla guida dal 2013
Il presidente della sezione Luciano Cherobin è alla guida dal 2013
Il presidente della sezione Luciano Cherobin è alla guida dal 2013

Cento anni non si compiono tutti i giorni. Luciano Cherobin, 60 anni, architetto libero professionista, presidente della sezione Ana Monte Pasubio di Vicenza dal 2013, lo sa bene. Talmente bene da aver avviato l’iter per festeggiamenti e celebrazioni con un ampio margine d’anticipo rispetto alla data effettiva del 2022, quando si soffierà sulle candeline del secolo di vita. Perché per commemorare l’opera intensa e instancabile di un’associazione che è tutt’uno con il territorio vicentino non può bastare un solo giorno o un solo evento. Ce ne vogliono tanti e diversificati, esattamente come l’attività delle penne nere, onnipresenti in tutte le situazioni in cui, semplicemente, qualcuno chiede aiuto. Dall’avvio del concorso che ha portato alla definizione del progetto di una scultura da posizionare nel cuore della città alla festa del bacalà alla vicentina, in programma a Campo Marzo fino a domenica 10 ottobre. In mezzo, passaggio fondamentale, c’è il conferimento della cittadinanza onoraria al battaglione alpini Vicenza, all’ordine del giorno nella seduta di consiglio comunale di giovedì 7 ottobre: un riconoscimento prestigioso per il battaglione delle penne nere beriche, capaci, come ha ricordato il sindaco Francesco Rucco, di «unire e di distinguersi per imprese eroiche sui nostri monti durante la Grande Guerra e poi, nel secondo conflitto mondiale, sui fronti greco e russo e che ancora oggi operano come reparto operativo di pronto intervento durante le calamità naturali». Succeduto a Giuseppe Galvanin alla guida della “Monte Pasubio”, Cherobin ha iniziato il suo percorso nell’Ana ai tempi della ristrutturazione del torrione di viale d’Alviano negli anni ’90, ed è stato anche vice presidente nazionale.

Un secolo di vita, 1922- 2022. Presidente Cherobin, come stanno gli alpini?
Stanno bene, ma indubbiamente c’è bisogno di ricambio generazionale. Da quando la leva obbligatoria non c’è più, i nuovi ingressi avvengono principalmente per merito degli alpini dormienti, che decidono di iscriversi a distanza di anni. I ragazzi perlopiù si avvicinano alla nostra associazione attraverso le squadre di protezione civile. Pochissimi oggi lo fanno con il servizio militare.

Quanti alpini fanno parte della Monte Pasubio?
La nostra sezione, quella di Vicenza, è la più numerosa in provincia, siamo in 17.500 in tutto, con 134 gruppi che coprono il territorio, dal monte Pasubio appunto fino a Rovolon. Mentre Marostica, Asiago, Valdagno e Bassano sono sezioni a sé.

Domanda d’obbligo: età media degli alpini vicentini?
Sui 60 anni, forse un po’ più bassa per chi fa parte della protezione civile, lì abbiamo più o meno 500 volontari.

E le donne? Sono presenti?
Sì, sempre con la protezione civile ne sono entrate diverse e da almeno un decennio.

Cosa significa iscriversi all’associazione nazionale alpini?
Significa fare parte di una grande famiglia. Essere aggiornati periodicamente mediante le nostre pubblicazioni (il mensile “L’alpino” e il trimestrale della nostra sezione “Alpin fa grado”) e essere inseriti nella vita associativa, dalle attività solidali e benefiche alle grandi manifestazioni, come adunate e cortei. E per farlo basta una quota associativa annuale molto bassa, 23,24 euro.

Tra le tante iniziative c’è la festa del bacalà alla vicentina, in agenda nel fine settimana.
Sì, non è una novità assoluta nel senso che la organizziamo da qualche anno, ma è la prima volta che la portiamo a Campo Marzo, in corrispondenza dell’esedra (la festa si svolge dall’8 al 10 ottobre, in collaborazione con la Venerabile Confraternita del bacalà alla vicentina. Oggi l’apertura è dalle 18 alle 22 e domani e domenica dalle 11 alle 22; all’esedra saranno allestiti gli stand gastronomici dove sarà possibile consumare la specialità, mentre in piazza dei Signori dalle 11 ci sarà la vendita da asporto. Il ricavato andrà alle attività di solidarietà e volontariato di protezione civile Ana.

E poi c’è il banco alimentare, che vi vede in prima linea da molto tempo.
Sì, con la raccolta e con la distribuzione alle persone bisognose del territorio, che coordiniamo da un paio d’anni.

Ma quante ore di volontariato macinano ogni anno gli alpini?
Abbiamo calcolato 130 mila ore di solidarietà nel corso del 2020 e oltre 150 mila euro raccolti e donati. Questo perché ogni gruppo fa qualcosa, raccogliendo mediamente 1.500 euro che poi, sul totale, fanno la differenza. Nel periodo del lockdown poi, abbiamo lavorato tantissimo, ancora più del solito, cooperando anche alla costruzione dell’ospedale di Bergamo.

All’orizzonte c’è la candidatura di Vicenza all’adunata nazionale del 2024. Sensazioni?
Speriamo di farcela. In lizza ci sono anche Viareggio, Modena e Biella. Ecco, a proposito di Biella, vorrei far notare che loro hanno fatto un monumento alpino con una penna alta ben 16 metri, mentre quella che viene contestata a noi da qualcuno sarebbe alta solo 6 metri. Solo per dire che una città concorrente va avanti e qui a Vicenza non si riesce a realizzarla serenamente. Comunque, per ora stiamo cercando i fondi per concretizzare l’opera che ha vinto il concorso.

Oltre alla statua, ci sono tanti altri momenti che scandiranno il centenario, nel 2022.
Prima di arrivare alla grande sfilata in programma nel novembre 2022 stiamo predisponendo un fitto calendario di convegni, incontri, cori e molto altro. A cominciare naturalmente dal conferimento della cittadinanza onoraria al Battaglione Vicenza.

Vale la pena ricordare i valori che tengono uniti ancora oggi gli alpini.
Indubbiamente il servizio alla patria: dopo il giuramento fatto da militari continuiamo a mantenerlo. E poi la solidarietà verso i più deboli, il ricordo dei caduti, per non dimenticare. Il motto che ci guida è proprio “Aiutiamo i vivi per ricordare chi è caduto”. E poi naturalmente c’è la famiglia, c’è il senso del dovere altissimo, che anzi viene prima di tutto, molto prima della pretesa. Prima di chiedere, servire.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulia Armeni