22 settembre 2020

Veneto

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03.08.2020

Al via in Veneto
sperimentazione
vaccino anti-Covid

Il governatore del Veneto Luca Zaia in diretta da Marghera per gli aggiornamenti dell'emergenza coronavirus in Veneto. Con Zaia ci sarà il rettore dell'Università di Verona Pier Francesco Nocini e i ricercatori del Centro Ricerche Cliniche. 

Durante la conferenza stampa in diretta è stato presentato l’avvio della sperimentazione Fase 1 del vaccino anti Coronavirus.

 

Vaccino sperimentato in Veneto. Il rettore dell’Università di Verona Pier Francesco Nocini, presenta l'avvio della sperimentazione del vaccino contro il Covid-19 in Veneto. «Tutto il mondo sta lavorando velocemente e in maniera attentissima, noi siamo già qua a presentare la sperimentazione».

Perché Verona? «Questo è un centro di ricerche diretto dal professor Stefano Milleri, esiste dal 2005 e tutti gli universitari e gli ospedalieri hanno collaborato nelle varie sperimentazioni. È un gruppo di 15 persone che lavora  in collaborazione con l'università e l'azienda ospedaliera».

Sono 25 i vaccini testati al momento, 5 in fase 3. «Inizieremo a fine agosto la fase 1 ovvero la sperimentazione sull'uomo. E' il momento di fare squadra, tutti gli scienziati devono lavorare insieme e trovare una soluzione per questa pandemia che ci ha travolti all'improvviso.»

Come funziona? «Il vaccino sarà sperimentato su 90 volontari sani (70 veronesi, 45 giovani) cui saranno somministrate tre dosi di vaccino. Superata questa fase si passerà a soggetti più anziani. La sperimentazione si concluderà a marzo dell'anno prossimo ma già prima di Natale potremmo avere dati importanti. La fase 2 potrebbe anche partire prima di fine anno: c'è un accordo europeo per sviluppare il vaccino in modo veloce. A produrre il vaccino che sperimentiamo è l'azienda Reitera di Roma. Le tre fasi dovrebbero concludersi entro il 2021.».

I tempi. «I soggetti saranno seguiti per circa sei mesi. Riceveranno la dose di vaccino al centro e rimarranno in osservazione per 6 ore. Poi dopo 2 giorni, una settimana e via via a intervallo più ampio. Ma in qualsiasi momento esisterà un medico reperibile 24 ore su 24 per loro. I primi 3 soggetti "sentinella" avranno la dose di vaccino allo Spallanzani, poi i 12 a Verona».

 

Covid, il bollettino di oggi. Sono 1.254.000 tamponi: 20.223 persone positive (+22 rispetto a ieri nelle 24 ore, +9 rispetto al bollettino delle 17 di ieri), in isolamento 4.090 cittadini. Deceduti 2.076 (+ 1 rispetto a ieri). Ricoverati sono 112. 

«Il virus c'è - ha detto Zaia - ma possiamo dire che negli ospedali non pesa». In terapia intensiva ci sono 7 pazienti (4 positivi e 3 negativi).

«Nella classifica europea l'Italia è il Paese con minor recrudescenza del Covid. Il virus continua ad essere fra noi, ma i focolai sono in maggioranza non autoctoni e la situazione è sotto controllo, non posso accettare che da noi ci sia "un lazzaretto"», ha precisato ancora il presidente del Veneto.

 

"Schengen sanitario". «Servirebbe una sorta di Schengen sanitario: se l'Oms lo stabilisse eviteremmo problemi e la babele delle regole. Nel piano di Sanità Pubblica del Veneto, che presenteremo venerdì prossimo, andremo a codificare gli screening nelle varie comunità straniere come abbiamo fatto con le badanti eccetera. Non abbiamo intenti di discriminare le persone perché straniere, sia chiaro».

 

Focolai nei centri di accoglienza. «Vorrei far notare che se non avessimo avuto i centri di accoglienza di Jesolo e Treviso non avremmo avuto nuovi focolai in Veneto. Tra l'altro si tratta di persone che non hanno diritto e che vanno rispedite a casa loro. Guardando poi i dati dei contagiati, solo uno è un operatore, questo significa che se si fossero usati dei dispositivi si sarebbe potuto evitare tutto questo. Visto che nelle case di riposo sono riusciti ad arrivare a contagi zero»

 

Test docenti scuole. «Tutti gli insegnanti e gli operatori saranno sottoposti a test a tappeto. Per gli studenti non è previsto»

 

Questione treni e trasporti. «Treni, in attesa che a Roma finiscano di litigare confermiamo l'ordinanza che abbiamo fatto, sulla capienza in base all'omologazione, con l'uso di dispositivi. Sotto il metro di distanza due o più lavoratori possono lavorare con la mascherina, non vedo perché non possano stare accanto con mascherina sui treni e i bus».

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