22 settembre 2019

Veneto

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18.08.2019

Vola il cicloturismo Ecco il bollino blu per vie e strutture

Cicloturismo, un settore in espansione anche in Veneto
Cicloturismo, un settore in espansione anche in Veneto

C’era una volta il locale “pet friendly”, amico degli animali: una novità che nel giro di pochi anni si è diffusa. Adesso il Veneto punta a certificare le strutture “bike friendly“ quelle cioè in grado di accogliere e offrire servizi di qualità per i cicloturisti. Per farlo il capogruppo della Lega Nord, il vicentino Nicola Finco, ha presentato una proposta di legge regionale che nei giorni scorsi il Consiglio di palazzo Ferro Fini a Venezia ha votato all’unanimità. IL FOCUS. Spiega Finco: «Questo tipo di turismo sta acquistando sempre più importanza. E rappresenta un’opportunità su cui investire. Ma per dare ai cicloturisti un’offerta all’altezza delle potenzialità economiche di questo settore, è necessario strutturare una rete di percorsi e formare gli operatori». Nasce per questo il marchio “Venice bike lands“. Nella legge è prevista anche la realizzazione di un piano di sviluppo del cicloturismo. «In Veneto - continua Finco - oggi esistono oltre 1700 chilometri di piste. Solo negli ultimi tre anni la Regione ne ha realizzate 300, investendo oltre 30 milioni di euro. Con il piano di sviluppo saranno individuati gli itinerari come quello sull’Altopiano di Asiago, della Valbrenta o sul Monte Grappa per valorizzarli ancora di più e per crearne di nuovi con percorsi nelle aree dei parchi naturali, nelle zone storico culturali, alla scoperta delle ville venete, dei borghi rurali o montani non dimenticando gli itinerari eno-gastronomico. Un occhio di riguardo, poi, va alle “Grandi salite” che hanno fatto la storia del ciclismo in Veneto». Nella legge si annuncia la creazione di un’applicazione per web e telefonini per offrire ai turisti tutte le informazioni necessarie. «Puntiamo a migliorare l’interscambio gomma e ferro con la bici tramite accordi con i gestori del trasporto ferroviario», continua Finco. E ancora. «Nella legge abbiamo previsto la possibilità di utilizzare i fabbricati rurali, o parte di essi, insieme alle case cantoniere o agli stabili abbandonati del Genio civile, per la realizzazione di punti sosta, ristoro o riparo e sicurezza dei cicloturisti. C’è poi l’intenzione di definire requisiti precisi e obbligatori per concedere la definizione “bike friendly” alle strutture. Gli operatori cicloturisti, poi, potranno operare in piena autonomia alle dipendenze di alberghi offrendo servizi di accompagnamento ma anche manutenzione, lavaggio e custodia della biciclette». «LA STRADA GIUSTA». Le opposizioni hanno votato a favore. E in particolare le dem Francesca Zottis e Orietta Salemi precisano: «Si tratta di una legge importante se vogliamo dare concretezza al turismo esperenziale e sostenibile. Adesso ci auguriamo che la Regione agisca di conseguenza, garantendo in maniera costante un adeguato stanziamento economico e dando spazio sempre maggiore al cicloturismo nell’applicazione del piano dei trasporti. Incentivare l’uso della bicicletta come mezzo per conoscere e vivere la nostra regione ha anche un’importanza di natura culturale, sociale ed ambientale». L’assessore regionale al turismo, il trevigiano Federico Caner, non può che esserne soddisfatto: «Il Veneto è terra del pedale per eccellenza per la straordinaria qualità nella produzione di biciclette, per il gran numero di appassionati di ciclismo, per aver sfornato fior fiori di campioni delle due ruote e per la vastissima offerta di percorsi ciclabili, in contesti di ineguagliabile fascino e pregio paesaggistico, in grado di soddisfare la crescente domanda di escursioni e vacanze in sella a una bici. Il cicloturismo è una risorsa di cui già conosciamo le grandi potenzialità, ma per la quale i nostri territori hanno ancora un’abbondante margine di crescita che, grazie a questa legge, ora possiamo utilmente promuovere e sviluppare, mettendo a sistema le iniziative pubbliche e private già avviate, fornendo un’immagine unica e coordinata di questo segmento d’offerta». Caner ricorda che la Giunta regionale dovrà definire le dotazioni e i servizi minimi nelle diverse attività connesse al cicloturismo, comprese le strutture ricettive, individuando i requisiti per fregiarsi del marchio “Venice bike lands”. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cristina Giacomuzzo
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