29 maggio 2020

Veneto

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17.05.2020 Tags: Veneto , Luca Zaia , conferenza stampa Regione , Regione Veneto , governatore Zaia

Fase 2, Zaia
«Nuova ordinanza
è già pronta»

La conferenza stampa della Regione. Il governatore Luca Zaia in diretta. Fase 2 e riaperture da lunedì 18 maggio, nella notte trovato l'accordo per il nuovo Dpcm e il Veneto. «Abbia già pronte le nostre linee guida».

«I dati sono buoni, ma se da qui al 2 giugno ci saranno incrementi di focolai ovviamente dovremo tornare indietro. Ora inizia la fase più importante».

 

LA NUOVA ORDINANZA DEL VENETO. «Oggi vi dico che l'ordinanza è scritta, aspetto in via prudenziale di vedere il testo di Roma, immagino che nel giro di poco arrivi il nuovo dpcm del governo».

 

MASCHERINE E MULTE. «Abbiamo un primo punto, i dispositivi di protezione individuale, obbligatori in Veneto con multe da 400 euro a 3mila euro (salvo chi fa attività fisica intensa, i minori di 6 anni, i disabili o persone con comprovati motivi). Da notare: le mascherine nel nuovo dpcm sono fortemente consigliate ma non obbligatorie, in Veneto invece sì, anche all'aperto, non solo nei luoghi chiusi».

«In queste ultime 24 ore abbiamo ricevuto foto di persone senza mascherine nel centro delle città, forse non ci siamo capiti: senza mascherina si va a una ricaduta».

 

SPOSTAMENTI. «Spostamenti: sempre all'interno del territorio regionale, decadrà dal 3 di giugno (fatto salvo l'accordo fra regioni, noi lo abbiamo fatto con Trento e Friuli Venezia Giulia)».

 

COSA APRE DA DOMANI, LUNEDÌ 18 MAGGIO

- Ristorazione e bar, strutture ricettive, alberghi, rifugi alpini, campeggi, strutture turistiche open air.

- Stabilimenti balneari.

- Servizi alla persone, parrucchiere, barbieri, estetiste.

- Commercio al dettaglio senza esclusioni categorie merceologiche, mercati e mercatini e ambulanti.

- Uffici aperti al pubblico compresi agenzie di commercio e immobiliare.

- Autoscuole.

- Teatri aperti senza pubblico per le compagnie che devono preparare spettacoli.

- Piscine pubbliche e private.

- Palestre pubbliche e private, corsi con attività fisica dove non è previsto contatto fisico. Impianti sportivi per attività all'aperto.

- Manutenzione del verde pubblico e privato.

- Musei archivi e biblioteca pubblici e privati.

- Parchi zoologici e riserve naturali, giardini botanici

- Trasporto pubblico locale.

- Impianti a fune e seggiovie.

- Attività scolastiche e formative professionali.

- Tirocini professionale.

- Funzioni religiose.

- Cimiteri.

L'ordinanza vale fino alla mezzanotte del 2 giugno, le multe saranno versate nel conto regionale per il contrasto al Coronavirus.

Inserita nell'ordinanza la flessibilità di ampliare orari e giorni di apertura delle attività.

Decade l'ordinanza che prevedeva la chiusura domenicale di supermercati e centri commerciali. «Sarebbe stata impugnabile»

L'uso della mascherina in Veneto resta obbligatoria.

 

 

ATTIVITÀ CHE RESTANO SOSPESE

- Tutte le attività dei centri termali, fatta eccezione per le cure sanitari.

- Centri culturali e sociali.

- Sale gioco scommesse bingo.

- Discoteche e locali assimilati.

- Parchi di divertimento.

 

DPCM, COSA È SUCCESSO IERI SERA. «Abbiamo fatto un percorso per evitare che le istruzioni da seguire fossero le linee guida Inail. Ieri sera abbiamo visto una bozza di dpcm che avrebbe dovuto raccogliere le indicazioni delle Regioni, ma il dibattito è diventato sempre più pesante, e ieri in tarda serata i governatori hanno deciso di incontrare il premier Conte che si è presentato verso l'una di notte con il ministro Boccia. Da qui si è aperta una discussione importante nella quale noi governatori abbiamo portato avanti le nostre ragioni. Alla fine: le linee guida delle Regioni verranno recepite nel dpcm e verranno allegate, cosa che non c'era prima. Oggi dobbiamo ricevere il dpcm definitivo».

 

AUTONOMIA. «In questi 90 giorni abbiamo sempre dialogato con correttezza, il governo paga la scotta di non vedere di buon occhio l'autonomia delle Regioni. Quindi vanno sempre avanti con il freno a mano tirato. Spesso queste incomprensioni nascono dal retropensiero che l'autonomia tolga potere, invece l'autonomia dà responsabilità. Conte, tuttavia, ha ringraziato più volte le Regioni. Dice che serve una revisione costituzionale del rapporto Stato Regioni? Intendiamola pensando che vuole darci l'autonomia, e questa vicenda sanitaria ha dimostrato l'importanza di questa partita».

 

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