15 agosto 2020

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24.12.2011

Tremonti passa alla Lega nord? Il Veneto è freddo


 L'ex ministro Giulio Tremonti con il senatùr Umberto Bossi
L'ex ministro Giulio Tremonti con il senatùr Umberto Bossi

VENEZIA-VICENZA
Giulio Tremonti arriva nella Lega nord? L'annuncio l'ha già dato il grande capo Umberto Bossi, secondo quanto riportato ieri dal Corriere della sera.
IL SUMMIT DI IERI A MILANO. E guarda caso ieri pomeriggio l'ex superministro è andato in via Bellerio, quartier generale del Carroccio, a far visita al Senatùr, accolto anche dagli ex ministri Maroni e Calderoli, e dal governatore piemontese Cota. Non c'era il governatore veneto Luca Zaia, che peraltro non vuole commentare la notizia. Difficile pensare che Tremonti arrivi nelle fila leghiste come semplice 'soldato' (al momento è ancora iscritto al Pdl, ma il suo partito l'ha già scaricato con bordate continue in queste settimane, accusandolo pubblicamente di essere il colpevole della caduta del governo Berlusconi).
LE IPOTESI DIETRO LE QUINTE. Ma il Carroccio veneto reagisce piuttosto freddamente alla notizia. Mettendola in dubbio, prima di tutto. Tra quanti non rilasciano dichiarazioni c'è chi sostiene che in realtà il progetto vero resta quello già "vociferato" secondo cui Tremonti lancerà una sua Fondazione, che poi potrebbe presentarsi come alleata della Lega ai prossimi appuntamenti politici. C'è chi sottolinea che l'ex ministro si è fatto spesso guidare dai dirigenti anti-federalisti del ministero dell'Economia «ma Monti adesso è molto peggio: ascolta solo loro».
Nessuno, peraltro, crede all'ipotesi - non peregrina, peraltro - secondo cui la mossa di Bossi sarebbe tesa a ridimensionare le mire di leadership di Maroni, la cui figura è in continua crescita nell'orizzonte leghista.
LE DICHIARAZIONI. Per l'on. Manuela Dal Lago «è tutto da verificare. Non so se Tremonti entrerà nella Lega, al di là dei buoni rapporti che ha con Bossi. Ma se dovesse accadere penso che sarà lui a doversi adattare alla Lega, a doversi mettere in linea rispetto ad alcune cose in cui non era in sintonia con il Carroccio. Non è la Lega che cambia».
Anche l'on. Stefano Stefani non si scalda più di tanto: «Bossi e Tremonti sono amici da sempre», osserva come prima cosa. Ma aggiunge: «Vedremo. Prima di tutto deve uscire dal Pdl». Ma non è ipotizzabile che diventi un semplice militante: «Non credo, conoscendo Giulio. Può iniziare però dall'attaccare un po' di manifesti della Lega».
E anche dal senatore Paolo Franco non arriva certo un benvenuto caloroso: «Mi ero già espresso su questo. Se Tremonti entra nella Lega deve aderire al suo statuto, e prima di tutto all'articolo 1 che stabilisce che noi puntiamo all'autonomia e all'indipendenza della Padania con metodi democratici. Diventerà un militante e deve fare la trafila di tutti gli altri: cominci attaccando manifesti del partito».
L'assessore regionale Roberto Ciambetti dà un'apertura di credito a Tremonti: «È sicuramente una mente lucida e competente dal punto di vista economico.
Inoltre è sicuramente rispettato a livello di Unione europea. Io non se entra o no nella Lega, ma secondo me è comunque una risorsa per questo Paese che va utilizzata».
Più secco il suo collega padovano in giunta a Venezia, l'assessore Maurizio Conte: «Se Tremonti vuole entrare nella Lega, inizi andando ad appendere manifesti, a fare attività politica a contatto con la gente. Penso effettivamente che nella Lega ci sia bisogno soprattutto di forze giovani e che questo sia il desiderio anche di Bossi. Tremonti è una figura di spicco, ma non credo possa cambiare quello che è il vero obiettivo della Lega. Anche di politica economica: noi puntiamo a sostenere la massa delle piccole e medie imprese, la loro esigenza di ottenere accesso al credito rispetto alle banche. Deve adeguarsi lui a questo».
Non vuole entrare nel gioco «del gossip politico» il segretario provinciale della Lega a Vicenza, il sindaco thienese Maria Rita Busetti: «È difficile esprimere un'opinione, anche perché non ho nessuna certezza che davvero Tremonti stia passando alla Lega. Come ministro si è trovato di sicuro a fronteggiare una situazione difficile, come del resto i fatti dimostrano anche ora che al suo posto ci sono altri. In generale mi sembra che come nei secoli scorsi c'erano i nobili a cui tutti, artigiani e contadini, dovevano inchinarsi e pagare dazio, così oggi c'è la finanza a cui tutti, imprese ed enti pubblici, sono sottoposti.
Saranno decisivi i mesi prossimi: le difficoltà sono all'inizio. E credo che la Lega oggi sia impegnata nel territorio e nel recuperare un dialogo franco e onesto con i cittadini, con la nostra gente. Il che va ben al di là ed è più importante della questione se Tremonti passa alla Lega o no».P.E.

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