15 novembre 2019

Veneto

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12.09.2017

Pfas, ora reindaga
la “bicamerale”
sul ciclo dei rifiuti

I vertici della commissione regionale: Villanova, Brusco e Montagnoli
I vertici della commissione regionale: Villanova, Brusco e Montagnoli

Cristina Giacomuzzo

INVIATA A VENEZIA

Per i trenta componenti della Commissione di inchiesta bicamerale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, tra cui la senatrice trevigiana Laura Puppato (Pd), l’appuntamento è fissato: dopodomani alle 8.30 davanti ai cancelli della Miteni spa di Trissino. Obiettivo: aggiornamento del caso Pfas. «Si tratta di una due giorni di sopralluoghi e audizioni - spiega la dem - a seguito dell’indagine dei carabinieri del Noe, nucleo operativo ecologico. Un’indagine che è scaturita dalle oltre 240 pagine di relazione che questa Commissione aveva depositato lo scorso febbraio dopo quasi un anno di lavoro. Questo è un passaggio obbligato. Ho chiesto io stessa l’attivazione del fascicolo supplementare per aggiornarlo».

SCORIE E DOMANDE. Gli occhi sono puntati sui carotaggi che si stanno svolgendo da settimane sul terreno della ditta di Trissino e nelle immediate vicinanze. C’è davvero, come ipotizzato dagli investigatori, un altro nucleo nascosto di vecchi rifiuti che contaminano ancora la falda? Oltre ai Pfas ci sono anche altri inquinanti pericolosi per la salute? La risposta arriverà a breve dalle analisi dei campioni di terreno prelevati. «Risultati che finiranno nella relazione - assicura Puppato - aggiornata della Commissione». Intanto, il lavoro dei deputati è stato programmato nei particolari: dopo il sopralluogo alla Miteni, in prefettura a Vicenza verranno ascoltati il Procuratore di Vicenza, Antonino Cappelleri, il comandante del Noe di Treviso, Massimo Soggiu, il direttore dell'Arpav Veneto, Nicolò Dell’Acqua, il dg dell’Ulss berica Giovanni Pavesi e il dg dell’Area sanità della Regione, Domenico Mantoan. Venerdì poi sarà la volta di alcuni sindaci dei Comuni e dell’ad della Miteni.

LIMITI E INFORMAZIONE. Sempre ieri ha esordito un’altra commissione d’inchiesta sui Pfas, quella regionale a palazzo Ferro Fini, che ha ovviamente poteri e compiti limitati rispetto a quella bicamerale. «Tra gli obiettivi del nostro lavoro - spiega il presidente, Manuel Brusco (M5s) - c'è quello di dare una corretta informazione su quanto sta accadendo in modo trasparente e apartitico. Alla riunione ha partecipato l’assessore all’ambiente Gianpaolo Bottacin che, con i tecnici, ha fornito un quadro preciso di ciò che la Regione ha fatto fino ad ora per affrontare un inquinamento senza precedenti. Sono emerse tre esigenze. Prima. È importante che lo Stato fissi dei limiti nazionali sui Pfas: fino ad ora ci si limita a seguire le indicazioni dell’Iss, istituto superiore di sanità, che ha dato dei valori di performance. Questi sono necessari per poter imputare la causa dell’inquinamento. Seconda esigenza. Alla fine dei carotaggi si potrà partire con un piano di bonifica. Ora è tutto in mano a magistrati e investigatori. Terza. C’è l’impegno della Regione di fornire acqua non inquinata agli abitanti della zona rossa. Servono investimenti statali che stiamo attendendo per bypassare la falda inquinata. I progetti ci sono e sono stati depositati. Tutto questo va in qualche modo reso trasparente e spiegato a chi abita nella zona rossa, magari anche attraverso del materiale informativo che la Regione potrebbe preparare. Perché la tensione sale e la preoccupazione anche». La settimana prossima la commissione incontrerà l’assessore Luca Coletto sui provvedimenti sanitari e l’esito dei biomonitoraggi e sulla catena alimentare attesi anche questi a breve.

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