29 settembre 2020

Veneto

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08.12.2019

L’acqua fa crollare
i turisti a Venezia
ma è boom Dolomiti

Venezia “grigia” nei giorni dell'“acqua granda”: calo di prenotazioni
Venezia “grigia” nei giorni dell'“acqua granda”: calo di prenotazioni

È la potenza dei fenomeni meteo a decidere almeno per ora anche i destini del turismo del Natale in Veneto. «L’acqua granda e il fuggi fuggi dei turisti nella città lagunare; la neve e l’assalto alle piste nella regina delle Dolomiti»: è la sintesi di Federlaberghi Veneto che ha scattato una fotografia delle prenotazioni turistiche per il periodo natalizio iniziato ufficialmente con la festa dell’Immacolata di oggi. I dati arrivano «dalla piattaforma digitale “H-Benchmark”, il sistema sviluppato da Federalberghi Veneto e implementato dalle associazioni territoriali, che consente di accedere direttamente alle prenotazioni dei singoli hotel». Ovviamente “flussi turistici” non significa solo alberghi, ma è sicuramente un indicatore molto attendibile anche per le altre tipologie di ospitalità per visitatori “foresti”.

 

VENEZIA IN CALO. Le immagini della città invasa da acqua e vento - come mai si era visto prima - la notte del 12 novembre hanno avuto il loro effetto. «Nei quasi 300 hotel del centro storico e nei tantissimi bed & breakfast, già nei giorni immediatamente successivi a quella che è stata definita l’apocalisse, le cancellazioni erano arrivate al 45%», è il dato di Ava-Federalberghi, associazione veneziana albergatori. Si assiste «per la prima volta nella sua storia a qualcosa di mai vissuto: il blocco totale delle prenotazioni, Natale e Capodanno compresi, e fino a data da destinarsi». Le disdette sono giunte da chi non è potuto arrivare in quei giorni ma anche da chi si è impaurito: «L’onda d’urto non si è ancora esaurita e il calcolo del danno resta provvisorio». Ma per fortuna è un caso unico. «Pur rimanendo con il pensiero ai colleghi di Venezia che hanno subito un danno estremo, e ai colleghi della costa veneta che è stata massacrata dalle mareggiate del mese scorso, non posso che distendere un sorriso al pensiero della situazione in tutto il resto della regione», dice Marco Michielli presidente di Federalberghi e Confturismo Veneto.

 

DOLOMITI SUPERSTAR. Le nevicate da record di novembre hanno visto infatti un «massiccio ritorno sulla scena di tutto il comprensorio delle Dolomiti, che viene da anni non particolarmente felici, alle terme che registrano buone prenotazioni». A Cortina si scia da tre settimane e già da venerdì ieri tutti gli impianti erano aperti e «nei 52 hotel della regina delle Dolomiti fioccano anche le prenotazioni, in anticipo rispetto agli anni passati». La presidente degli albergatori Roberta Alverà: «Grazie al paesaggio imbiancato e alle iniziative organizzate in questo periodo, dal fashion week alla rassegna culturale Una montagna di libri, abbiamo raggiunto un +10% di prenotazioni rispetto all’anno scorso per Natale e Capodanno, mentre per l’Immacolata abbiamo già superato il 75% di stanze prenotate». In tutto il Bellunese, con 380 alberghi, questo week end dell’Immacolata sta già andando bene e le prenotazioni pure.

 

VERONA E LAGO. A Verona si combatte contro il fenomeno degli “affitti brevi” (4 mila appartamenti e 12 mila posti letto), e adesso anche con l’aumento della tassa di soggiorno deciso dal Governo: i prezzi sono drasticamente calati, e il Natale vede per ora solo il 41% di stanze prenotate. Per Capodanno però si sale al 70% di prenotazioni già fatte. E sul lago di Garda, che vede aperta una struttura su tre, si è al 60% di stanze fissate finora. Ma lì c’è anche grande turismo di giornata.

 

MARE E TERME. Anche sulle spiagge venete (pur tormentate dalle mareggiate) ormai il Capodanno è piena stagione. A Jesolo fioccano prenotazioni anche per le manifestazioni in programma a metà dicembre e poi per il 31. Ad Abano e Montegrotto infine «le prenotazioni sono in linea con l’anno scorso». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Piero Erle
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