22 settembre 2020

Veneto

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07.08.2020 Tags: Italia , Vicenza , Iss-ministero della Salute , Rt, indice di di trasmissibilità nazionale , Regioni d'Italia , Veneto al terzo posto

Coronavirus, scende
l'indice di contagio
Veneto al terzo posto

Vicenza, seconda provincia veneta per morti da Covid.
Vicenza, seconda provincia veneta per morti da Covid.

Sono salite a 12, dalle 8 della scorsa settimana, le Regioni con l’indice Rt (indice di di trasmissibilità nazionale calcolato sui casi sintomatici) sopra 1, secondo il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute che riporta una analisi dei dati relativi al periodo 27 luglio - 2 agosto, successivo alle terza fase dell'emergenza Covid 19.

In particolare Rt più alto risulta in Sicilia (1.62), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (1.43), e da Provincia autonoma di Trento e Veneto, entrambe con 1.28, Campania (1.25), Toscana (1.2), Liguria (1.16), Marche (1.13), Puglia (1.1), Lazio (1.08), Lombardia (1.04), Emilia Romagna (1.01).

Tre le Regioni con indice Rt 0: Basilicata, Calabria e Molise.

 

A Verona il maggior numero di casi tra tutte le province del Veneto (a ieri 5.238 su 20.371), ma è una delle province che ha il numero più basso di persone attualmente positive (93 su 1.075 in tutta la Regione). In termini di vittime, Verona ha pagato più caro di tutti: 589 morti (2.078 in Veneto) seguita da Vicenza con 365.

 

Nel report, Iss e ministero della Salute precisano che in Italia persiste «una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all'importazione di casi da Stati esteri». 

Inoltre, come si legge nel report, l’età media dei casi diagnosticati nell'ultima settimana «è ormai intorno ai 40 anni» e «questo comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari».

Iss e Ministero della salute ribadiscono la necessità di rispettare i «provvedimenti di quarantena, anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell'autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso». E avvertono: «In caso contrario, nelle prossime settimane  potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale».

 

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