19 settembre 2020

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23.01.2011

Energia, il futuro è un mix guidato dalle rinnovabili


 Claudia Kemfert: economista, docente all'università Humboldt's di Berlino, è consulente di Banca Mondiale, Onu, e siede nel Gruppo consultivo su energia e cambiamenti climatici dell'Unione europea
Claudia Kemfert: economista, docente all'università Humboldt's di Berlino, è consulente di Banca Mondiale, Onu, e siede nel Gruppo consultivo su energia e cambiamenti climatici dell'Unione europea

Antonella Benanzato
PADOVA
Tra una decina di anni si misurerà il Pil mondiale (prodotto interno lordo) sulla base delle corrette scelte energetiche attuate. Non è un caso, se tra premi Nobel si discute di "Pil ambientale" perché la vera sfida economica si giocherà, sullo scacchiere mondiale, proprio sull'autonomia energetica.
UN MIX ENERGETICO. Il nucleare è una "tecnologia incerta", destinata ad essere soppiantata dalle rinnovabili, frontiera acquisita anche da Paese emergenti come la Cina. Tuttavia la scelta migliore, secondo esperti ed economisti, risiede ancora in un mix energetico in cui l'avanguardia "green" sia protagonista. E in Europa, è ancora la Germania a guidare il cambiamento. Grazie al fotovoltaico e alle rinnovabili si sono creati 350 mila posti di lavoro. L'analisi è di Claudia Kemfert, economista tedesca che ha parlato a Padova di sostenibilità ambientale e del futuro energetico mondiale, per "Segnavie", il contenitore culturale promosso dalla Fondazione Cariparo. «Le energie rinnovabili in questo momento - sottolinea la Kemfert - risultano più costose, ma l'aumento della domanda sta già rendendole più accessibili. In Germania, ad esempio, il governo punta a raggiungere la quota dell'80% di energia dalle rinnovabili».
UNA LEZIONE PER L'ITALIA. E in effetti i Länder tedeschi, da nord a sud, si stanno attrezzando pesantemente non solo su fotovoltaico ma anche sull'eolico, malgrado le iniziali resistenze "estetiche". Opinione pubblica e istituzioni tedesche condividono in pieno la scelta "green" promossa dalla cancelliera Angela Merkel che era già stata intrapresa dal precedente esecutivo. Segno tangibile che l'efficienza energetica non ha colore politico: una lezione che l'Italia non è ancora riuscita ad interiorizzare. «Mi meraviglia che un paese come il vostro - prosegue l'economista tedesca - certamente più assolato della Germania abbia delle resistenze a investire sui pannelli fotovoltaici. I tedeschi, optando per il fotovoltaico, in due anni sono riusciti a dimezzarne il costo e questo è merito anche dell'avvio del Conto energetico che ha convinto i cittadini». La politica energetica messa in atto dalla Germania si coniuga con risultati economici e occupazionali di tutto rispetto. A partire dagli incentivi finanziari inidirizzati alla scelta alternativa. «In Germania vengono garantite agevolazioni finanziarie agli imprenditori che desiderano investire sulla green economy. Il futuro è una "smart grid", una rete intelligente in cui le rinnovabili diverranno prevalenti, e che già ora ha generato un aumento del fatturato del 40% per le imprese che operano nel settore». Secondo Kemfert, entro dieci anni la "grid parity", ossia il livello di utilizzo ed efficienza tra tecnologie di accumulo energetico avrà raggiunto la parità tra green e petrolio.
«NUCLEARE: UNA TECNOLOGIA INCERTA». In Italia, tuttavia, si torna a discutere di un possibile ritorno al nucleare, anche se la realizzazione di centrali potrebbe impiegare dai 10 ai 15 anni di tempo, col rischio di ritrovarsi con tecnologie, di fatto, obsolete. La posizione di Claudia Kemfert è ferma. «Al momento le centrali nucleari sono di terza generazione avanzata: per arrivare alla quarta, quella del cosiddetto nucleare pulito in cui lo stoccaggio delle scorie avviene in sicurezza, ci vorranno molti anni. In Germania - puntualizza - sono stati spesi nel tempo circa 80 miliardi di euro per 17 centrali nucleari, una cifra incredibile, e 7- 8 impianti sono già obsoleti e superati dal fotovoltaico. Gli impianti nucleari attualmente più all'avanguardia, ma anche i più costosi, si trovano in Francia e in Finlandia e purtroppo oltre all'onere per la realizzazione che si è scaricato sulla collettività, il problema delle scorie non ha trovato soluzione. Non credo sia opportuno costruire nuove centrali nucleari. Il nucleare - conclude Claudia Kemfert - è una tecnologia incerta che nel prossimo futuro verrà surclassata dalle rinnovabili, tre volte più efficienti».

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