19 giugno 2019

Veneto

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17.11.2012

Crisi, in Veneto cresce il rischio nuove povertà

Carrelli vuoti: in Veneto si spende e si consuma sempre meno
Carrelli vuoti: in Veneto si spende e si consuma sempre meno

Il Veneto rischia di diventare sempre più povero. A lanciare l'allarme è una ricerca effettuata dal Centro studi Sintesi. I numeri parlano di una riduzione del reddito delle famiglie del 4%, dei consumi in calo del 7% e della disoccupazione in aumento dell'1,5%. Nella nostra regione la spesa mensile delle famiglie è di 223 euro. La crisi e la trasformazione che ha prodotto - secondo i ricercatori - colpisce proprio le famiglie, che devono riadattare abitudini e stile di vita per poter far fronte ai mutamenti in atto. Uno dei primi cambiamenti che si possono riscontrare dalle statistiche è dato dalla diminuzione del potere di acquisto dei nuclei familiari: rispetto al 2008, il reddito disponibile in termini reali si è ridotto del 3,7% a livello nazionale. In Veneto il reddito pro-capite è di quasi 20 mila euro (superiore alla media italiana). Le famiglie venete hanno tagliato più drasticamente i costi per i trasporti (-89 euro ), i viaggi e gli altri beni ritenuti "non essenziali" (-50 euro) e l'arredamento-elettrodomestici per la casa (-49 euro). Ad aumentare sia a livello regionale che nazionale sono invece le spese per la casa: costi che vanno dall'affitto al mantenimento, che in Italia vengono quantificati intorno ai 700 euro, mentre superano gli 850 euro mensili nel caso del Veneto. Una delle cause che presumibilmente ha portato le famiglie venete a ridurre i consumi per far quadrare il bilancio familiare è la mancanza di lavoro: il tasso di disoccupazione, pur rimanendo comunque più basso rispetto al valore nazionale, ha registrato un incremento del +1,5%. In particolare a essere penalizzate, sia in ambito nazionale che regionale, sono le categorie più deboli della popolazione: le donne e i giovani. Il Veneto, pur avendo indicatori più contenuti del resto d'Italia, registra un incremento maggiore delle persone a rischio di povertà (dal 9,7% al 10,5%), ma soprattutto degli individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro, aumentate di due punti percentuali contro l'1,4 nazionale. Quest'ultimo dato conferma che la mancanza di lavoro aumenta il rischio di vulnerabilità delle famiglie venete, disagio che è destinato a peggiorare: basti solo pensare che già nel 2010, 1 famiglia su 10 dichiarava di essere in arretrato con affitto, mutui o altri debiti. Inoltre, 4 famiglie venete su 10 giudicavano nello stesso periodo pesanti gli oneri per l'abitazione (tra l'altro aumentati nel 2011), 3 su 10 non erano in grado di far fronte a una spesa imprevista di 750 euro e un terzo non poteva permettersi una settimana di vacanza. Infine, considerando che il 19% delle famiglie della nostra regione ha contratto debiti diversi dal mutuo, viene da chiedersi quanto questi debiti - attivati forse in periodi pre-crisi - siano attualmente sostenibili o invece destinati ad aumentare ulteriormente.

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