09 agosto 2020

Veneto

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13.07.2020

«Ci preoccupano
i casi dall'estero»
Nuovo test rapido

Oggi è tornata la diretta da Marghera con il governatore Luca Zaia per gli aggiornamenti sull'emergenza coronavirus in Veneto. Con Zaia anche il dottor Roberto Rigoli, direttore delle Microbiologie del Veneto.

 

NUOVO TEST RAPIDO, TROVA IL VIRUS IN 7 MINUTI

Un test rapido che va alla ricerca «diretta» del Coronavirus e dà una risposta in pochi minuti.
Costo, 12 euro contro i 18 di un normale tampone. Lo ha sperimentato l’Ulss 2 del Veneto che, ha annunciato il presidente Luca Zaia, «trasferirà tutti i dati allo Spallanzani di Roma e al Ministero della Salute perché tengano in considerazione di inserire il test nel piano di sanità
pubblica». «Questo test - ha spiegato Roberto Rigoli, primario di Microbiologia a Treviso e vicepresidente nazionale dei microbiologi - va a prendere l’ipotetico virus nella "cantina" dei batteri, nel retro faringeo, lo stempera in un liquido e lo distribuisce in una "saponetta". Quando si mettono le goccioline nella saponetta, il liquido nasale inizia a migrare e c’è un punto in cui sono presenti degli anticorpi specifici contro il Covid-19: se esiste il virus, si attacca agli anticorpi specifici, c’è una reazione cromatica e avverte con una "bandina" rossa».
Rigoli ha sottolineato che è «è stato provato su circa mille persone. È un test di screening per cui - ha ribadito - non facciamo diagnosi definitiva: se c’è è positivo, ma se lo fosse lo confermiamo con la biologia molecolare. La velocità dell’analisi ci consente immediatamente di isolare, l’ipotetico positivo. Ci sono altri centri che lo stanno provando, come a Vicenza», ha concluso. 

Un esempio in diretta è stato fatto dal dottor Rigoli che ha effettuato un test ad uno dei giornalisti presenti in sala (risultato in 2 minuti, negativo).  

 

SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO IN VENETO

«Ad oggi possiamo dire che la situazione per il Veneto è sotto controllo. Abbiamo dei focolai domestici che non ci preoccupano. A preoccuparci un po' di più sono ceppi di virus portati da fuori, per i quali abbiamo intensificato i controlli. L'altro dato che non è irrilevante è l'abbassamento dell'età media»

 

SEQUENZIATO IL VIRUS SERBO 
(il PDF dell'analisi genetica)

«Sulla questione del virus non autoctono, ho fatto sequenziare i campioni del virus dei contagiati in Serbia. È risultato che nei quattro tamponi la carica virale era molto alta e i quattro tamponi sono dello stesso ceppo e appartenente al cluster Serbo, ben diverso da quello registrato in Veneto. È quindi una mutazione non nota in Italia per mancanza dei dati clinici dei malati serbi. Questo va a suffragare il fatto che il virus non di casa nostra è un virus più aggressivo. Bisogna capire che basta beccarsi una mutazione e si è punto a capo»

 

PROROGA STATO D'EMERGENZA

«La proroga fino al 31 ottobre lascerà a noi Governatori la competenza per intervenire, ma occorre chiarire quali poteri ci vengono dati. In ogni caso il Parlamento è sovrano e mi rimetto a quello che deciderà»

 

 

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