21 maggio 2019

Veneto

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19.04.2019

Arpav: «Nel Po quattro chili di C604 al giorno»

Gianpaolo Bottacin, assessore
Gianpaolo Bottacin, assessore

Emergenza Pfas? In Emilia Romagna e in Lombardia non pervenuta. Questa, in sintesi, è la posizione espressa dagli assessori all’Ambiente delle due Regioni dopo la lettera inviata mercoledì dal Veneto nella quale si rendeva noto il fatto che, nelle acque del Po, sono state rilevate concentrazioni di C6O4 preoccupanti. «In Emilia-Romagna non si registra alcun inquinamento da Pfas delle falde sotterranee. I limiti risultano in gran parte rispettati anche per le acque superficiali, dove le verifiche sono relative a campioni prelevati in altri sei punti della regione. Gli unici casi di superamento, di bassa entità interessano i Pfos». Sulla stessa linea pure la Lombardia: «Non ci sono elementi di criticità», dicono gli assessori all’Ambiente, Raffaele Cattaneo, e al Territorio, Pietro Foroni. Da Venezia, però, non si arretra. Anzi. L’assessore veneto all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, è lapidario: «Da noi quelle sostanze ci sono e pure in Piemonte. Evidentemente passeranno in volo sopra le altre regioni visto che dicono di non averle. Peccato che il Cnr nel 2013 - e mostra le tabelle - quantificava le significative presenze di quei prodotti alle foci di numerosi fiumi tra cui il Po, ma anche in altri. Non parliamo solo di Pfas, cioè le uniche sostanze analizzate da Emilia e Lombardia, ma anche di nuove molecole come i C6O4. Ha senso quindi sostenere che i Pfas a catena lunga sono in diminuzione, perché effettivamente sono stati sostituiti nell’industria da altre e nuove sostanze di ultima generazione. Emilia e Lombardia hanno effettuato, come il Veneto, ricerche su questi ultimi? Al momento pare proprio di no». Continua il commissario straordinario per l’emergenza Pfas: «Le sostanze chimiche si utilizzano vanno quantificate perché siano tollerabili per la salute. Quelle non regolamentate sono, a prescindere, sempre pericolose. I rilievi Arpav quantificano in 4 chili di C6O4 ogni giorno nel Po. Per questo prodotto, come per gli altri Pfas, non ci sono limiti che possano garantire la completa tutela della qualità delle acque e di conseguenza della salute delle persone. Senza quei limiti anche l’azione dei tecnici e dei politici regionali è limitata». A commento delle dichiarazioni di ieri del ministro all’Ambiente, Sergio Costa, l’onorevole Silvia Benedetti (Sogno Italia) attacca: «Il Governo ha ricevuto delegazioni di comitati ed è in possesso da mesi di informazioni per prendere una decisione. Può introdurre limiti efficaci nazionali senza aspettare quelli dell’Ue». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

CRI.GIA.
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