08 agosto 2020

Veneto

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24.11.2012

Amianto: «Rischio di un aumento dei casi di tumore»

VENEZIA La lotta all'amianto si fa anche promuovendo la ricerca medico-scientifica per curare le malattie generate dall'asbesto. Su questo presupposto si è costituita una partnership che comprende tutte le organizzazioni di rappresentanza interessate, dai sindacati confederali alle associazioni degli esposti all'amianto Aiea e Afeva e degli invalidi del lavoro Anmil. Il punto di partenza è l'accordo di settembre e il progetto “Liberi dall'amianto!”, presentato ieri nell'ambito della 2a Conferenza governativa sull'amianto. Obiettivo di “Liberi dall'amianto!” è raccogliere fondi, privati e pubblici, da utilizzare per finanziare la ricerca scientifica sulle malattie generate dall'amianto e sulle terapie per curarle. «Non basta occuparsi della eliminazione dell'amianto ancora in giro potenziando l'opera di bonifica già in corso da anni - spiega il segretario Cisl Fulvio Giacomassi - e non dobbiamo darci per vinti di fronte alle malattie, spesso mortali, che genera». Nonostante sia stato messo al bando da vent'anni l'amianto è ancora oggi all'origine molti casi di neoplasie. Anzi, tutti gli esperti confermano la previsione di una aumento dei casi di mesotelioma nei prossimi 10-15 anni: «Abbiamo a che fare con una bomba ad orologeria che può innescarsi a distanza di 30-40 anni da quando le fibre di asbesto sono entrate nel corpo umano. Ecco perché vogliamo puntare molto sulla ricerca per curare queste patologie, non ci arrendiamo ad una conta passiva dei morti». Il progetto prevede anche l'avvio di una vera e propria campagna sensibilizzazione, in parallelo alla raccolta di fondi che saranno utilizzati soprattutto per progetti di ricerca. In Veneto - segnala un comunicato della Cisl - i casi di mesotelioma (tumore causato dalle fibre di amianto che colpisce soprattutto la pleura) dal 1987 al 2011 sono stati 1.725, mentre nel Vicentino i casi sono 150 tra gli uomini e 47 tra le donne. Tra i luoghi di lavoro con alcuni casi le Officine Ferroviarie, la Lanerossi e la Marzotto, la Maltauro.

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