21 settembre 2019

Sport

Chiudi

17.08.2019

«Scoppa e Marotta per il sogno Serie B»

L’ex biancorosso Andrea Fabris, segretario generale del Sassuolo, con l’allenatore Mimmo Di CarloAndrea Fabris allo stadio “Ricci” con l’amico-collega Paolo Bedin, d. g. del Vicenza. ANTONIO TROGU
L’ex biancorosso Andrea Fabris, segretario generale del Sassuolo, con l’allenatore Mimmo Di CarloAndrea Fabris allo stadio “Ricci” con l’amico-collega Paolo Bedin, d. g. del Vicenza. ANTONIO TROGU

La Nazionale giapponese fu giustamente applaudita per aver pulito il suo spogliatoio al termine della sfortunata gara con il Belgio ai Mondiali in Russia. Questione di civilità e cultura, merci non diffusissime di questi tempi. Merci, però, che circolano anche a Vicenza. A farlo notare è Andrea Fabris, segretario generale del Sassuolo. «Alla fine della Sportitalia Cup - racconta il dirigente del club neroverde - lo spogliatoio del Vicenza era pulito e in ordine. Non è una cosa scontata, in passato abbiamo dovuto far fronte a situazioni purtroppo molto diverse. Faccio i complimenti ai biancorossi, anche questo è un segnale della direzione che è stata presa dalla società e dal gruppo nel suo insieme. E con l’occasione ringrazio il Vicenza per essere venuto a giocare il triangolare». Il torneo, come è noto, era quello della vigilia di Ferragosto, disputato dalla squadra di Di Carlo allo stadio “Ricci” con Sassuolo e Folgore Caratese. E Andrea Fabris non è un dirigente qualsiasi. Vicentino doc con cuore biancorosso, ha 52 anni: di questi ne ha spesi 13 negli uffici di via Schio e 7 al Sassuolo, in una società che rappresenta un modello per qualsiasi club di provincia che voglia consolidarsi nella massima serie. Ecco, Fabris. Il Sassuolo ha costruito, il Vicenza sta costruendo. Come valuta l’attuale situazione del club di patron Rosso? «La società biancorossa è senza alcun dubbio solida e ben strutturata. E chi sta costruendo la squadra ha le idee chiare. La rosa mi sembra competitiva, Di Carlo è un ottimo allenatore e Magalini è un bravo direttore sportivo, un dirigente che conosce bene la categoria. E poi c’è Paolo Bedin, che oltre a essere un caro amico è un eccellente professionista». A proposito di Magalini: lei l’ha avuto come vicino di casa quando lavorava per la Reggiana. Che ricordo ne ha? «Ottimo, è una persona equilibrata, attenta ai dettagli, che sa come muoversi. Ha molta esperienza e a Reggio Emilia ha costruito un buon gruppo pur trovandosi ad operare in una situazione societaria piena di difficoltà». Lei pochi giorni fa ha visto giocare il Vicenza. Che impressione le ha fatto? «La squadra mi è piaciuta, soprattutto contro il Sassuolo. Si vede che è in costruzione, ma le basi sono solide». C’è qualche giocatore che le è piaciuto in modo particolare? «Per me in una squadra i centrocampisti contano molto e Scoppa mi è piaciuto. Ho apprezzato anche Marotta». Domanda secca: può essere l’anno della Serie B? «Spero di sì, anche se poi il campionato sicuramente non sarà semplice. Non ci sono squadre imbattibili, ci sono cinque-sei formazioni che più o meno partono alla pari. È interessante notare come nel girone siano rappresentate piazze storiche: Vicenza a parte ci sono Trieste, Padova, Reggio Emilia, Modena... E non trascurerei la Feralpi Salò: è poco citata ma ha tutto per ben figurare». Visto che s’è parlato di piazze blasonate, il campionato del Vicenza comincerà da Modena. Come la vede? «Il Modena ha delle cose in comune con il Vicenza. Ha dovuto far fronte ai noti problemi e ora è ripartito con una società forte, che ha generato entusiasmo nell’ambiente. Chiaro che per la squadra serve tempo, arriva dalla Serie D ed è stata costruita pezzo per pezzo». La scelta di Di Carlo? Cuore o ragione? «Una scelta intelligente. Di Carlo è una garanzia, sotto ogni punto di vista: tecnico, umano e professionale». Lei lavora per una società che è cresciuta e che si è consolidata nel tempo. Come valuta il cammino sin qui percorso dal Vicenza? «Stiamo parlando di un club che ha un programma chiaro e che sta portando avanti un lavoro che nel tempo darà frutti. L’importante, quando si dà vita a un percorso di questo tipo, è costruire una società forte e strutturata: con questo punto di partenza i risultati prima poi arrivano». Ogni tanto però qui a Vicenza qualche tifoso si lamenta: vanno benissimo programmazione e cura nel gettare le basi, ma se arrivasse anche il risultato sportivo... «È normale che il tifoso voglia veder vincere la sua squadra. Serve però un po’ di pazienza, perchè tutto dipende dalla solidità della società e dalla sua capacità di programmare e di darsi una struttura forte ed efficiente. Il resto arriva di conseguenza». Il Sassuolo è una società che ha delle cose in comune con il Vicenza: è partito dal basso e ha una proprietà molto solida. Osservazioni, consigli, suggerimenti? «Il punto di partenza è, appunto, una proprietà forte e qui al Sassuolo l’impegno del dott. Squinzi è fondamentale. Poi credo che una cosa importante sia saper scegliere gli uomini giusti da mettere al posto giusto. Se il Sassuolo in 15 anni è andato dalla C2 all’Europa League vuol dire che sono state fatte delle scelte oculate. E al momento l’amministratore delegato, Giovanni Carnevali, sta lavorando molto bene. Poi contano molto gli allenatori: in questi anni qui sono passati tecnici del calibro di Allegri, Pioli e Di Francesco. Adesso c’è De Zerbi, un altro allenatore molto bravo e preparato». A Sassuolo c’è una situazione che in qualche modo ricorda quella di Vicenza (sia pur con grosse differenze): due squadre che devono dividersi uno stadio. Come si affronta la convivenza? «Bisogna lavorare assieme e parlarsi costantemente, tenendo conto delle diverse esigenze. Le difficoltà ci sono, è chiaro, ma possono essere superate. Poi, per quel che riguarda il Menti, ad Arzignano c’è Lino Chilese che è una garanzia. È un uomo legato al Vicenza e questo è sicuramente un elemento che aiuta molto nella gestione complessiva». A Sassuolo c’è anche Paolo Cristallini, un altro “pezzo” importante della storia recente del Vicenza... «Sì, è il responsabile dello scouting. A lui mi lega un rapporto fatto di stima e affetto. È una persona intelligente che conosce molto bene il calcio. Una riprova di questo è che molti giocatori che ha portato a Vicenza adesso militano in squadre di alto livello. Cito, tanto per fare qualche nome, Gagliardini, Petagna e Spinazzola». E se un giorno chiedessero ad Andrea Fabris di venire a Vicenza? «Sono legato a Vicenza, lì tra l’altro ho la mia famiglia... Intanto auguro alle persone che lavorano nella società biancorossa di continuare il loro percorso di crescita e di ottenere tutte le soddisfazioni possibili, poi si vedrà cosa ci riserverà il futuro. Quel che è certo è che a Sassuolo sto benissimo e ho trovato una società unica per cui lavorare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giancarlo Tamiozzo
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Cartigliano
10
Ambrosiana
9
Union Clodiense Chioggia
8
Legnago Salus
8
Luparense
6
Campodarsego
6
Adriese
6
Vigasio
6
Caldiero
6
Cjarlins Muzane
6
Belluno
5
Delta Rovigo
5
Chions
4
Montebelluna
4
Villafranca Vr
4
Feltre
3
Mestre
2
Este
2
Tamai
2
San Luigi
1
Montebelluna - Cartigliano
1-1
Cjarlins Muzane - Ambrosiana
2-1
Delta Rovigo - Belluno
2-1
Este - Campodarsego
1-3
Mestre - Legnago Salus
2-3
San Luigi - Union Clodiense Chioggia
1-6
Tamai - Luparense
3-3
Feltre - Adriese
1-1
Vigasio - Caldiero
2-0
Villafranca Vr - Chions
2-0