14 dicembre 2019

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09.06.2019

“Roby datti na sveglia” «Così Mimmo mi caricò»

Murgita e Di Carlo ai tempi del Chievo, quando Roberto era l’allenatore in seconda. Nella foto la grita di un Di Carlo vittorioso fuori a Bergamo nel febbraio del 2010 La gioia di Murgita e Otero dopo un gol al Menti contro la Sampdoria
Murgita e Di Carlo ai tempi del Chievo, quando Roberto era l’allenatore in seconda. Nella foto la grita di un Di Carlo vittorioso fuori a Bergamo nel febbraio del 2010 La gioia di Murgita e Otero dopo un gol al Menti contro la Sampdoria

Il fil rouge è sempre uno solo: la maglia biancorossa. Ieri come oggi simbolo capace di creare qualcosa di magico. Quei ragazzi che alzavano la Coppa Italia al cielo la notte del 29 maggio 1997 ventidue anni dopo sono ancora amici. Racconta Roberto Murgita uno dei quattro pilastri di quel sorprendete Vicenza: «Abbiamo una chat nostra, ci sentiamo sempre, ci sono pure gli uruguagi Otero e Mendez, tra noi c’è affetto. Il ritorno di Di Carlo ci ha reso felici e siamo al suo fianco in questa avventura stupenda». Roby Bum Bum oggi è collaboratore tecnico e match analyst al Genoa, ma dal '94 al '97 è stato uno dei cardini del Vicenza di Guidolin. Arrivato a promozione già ottenuta in serie B, si fece così apprezzare che alla fine il trio magico formato da Lopez, Di Carlo e Viviani lo accettò al suo interno. «Me la fecero sudare -ricorda Murgita- soprattutto il capitano Gianni, ma posso dire? Tutti gli altri non erano da meno, certo il gruppo sapeva che per ogni problema poteva contare su di noi». Una storia di amicizia vera quella nata tra quei ragazzi. aStavamo sempre assieme, anche con le famiglie, ma pure con gli scapoli, per noi trovarsi a cena era normale, era come tornare a casa. Si creò così quell'alchimia che ci fece raggiungere obiettivi impensabili, ha ragione il maestro Guidolin quando parla di capolavoro». CRISI DEL GOL. Sorride l'ex bomber raccontando oggi il suo impatto con i tre senatori. «Non segnavo da dieci partite, ad una cena mi presero da solo e mi dissero: “Scolta un attimo, datti 'na sveglia o torni da dove sei venuto, noi giochiamo bene ma se tu non la butti dentro non si va da nessuna parte». Parole dette senza cattiveria, con affetto, avevano capito che davo tutto, ma che dovevo tirare fuori un altro tipo di energia. Avevano ragione e infatti trovai la via del gol». Roberto Murgita conosce Mimmo Di Carlo forse meglio di tutti perchè è stato pure suo allenatore in seconda negli anni d'oro a Mantova, poi l'ha seguito a Parma e al Chievo. «Ho iniziato con lui ed ho ritrovato l'uomo leale che già conoscevo. La sua forza sta nel fatto che non dimentica mai che è partito dal basso. Aveva grande umanità da giocatore e ce l'ha da tecnico e poi nelle difficoltà trova ancora più stimoli». Roby Bum Bum descrive così Mimmo allenatore: «È puro fuoco, ha carisma, sa parlare allo spogliatoio, ma non è morbido e non diventa amico dei giocatori. È bravissimo a gestire gli allenamenti». Al fianco di Di Carlo in questa avventura biancorossa due amici-collaboratori il diesse Magalini e il secondo Valigi. «Li conosco entrambi dai tempi del Mantova. Giuseppe mastica calcio dalla mattina alla sera, è in giro a vedere partite su partite eppure è anche un dirigente presente e vicino alla squadra, ha un rapporto bellissimo con Di Carlo. Claudio è molto valido ed è la persona giusta per stare con Mimmo«. Sulla decisione dell'amico di tornare a Vicenza Murgita non ha dubbi ma sottolinea: «La scelta più giusta l'ha fatta la società a puntare sul duo Magalini-Mimmo, ma la vera svolta ancora prima è stato l'arrivo a Vicenza di Renzo Rosso, perchè solo un grande industriale come lui poteva avere la forza e le capacità di risollevare i colori biancorossi caduti così in basso. Stavolta io vedo un grande futuro per Lane». RESPONSABILITÀ L'amico Mimmo pur di tornare a Vicenza è sceso dalla serie A alla C. «L'ha fatto per amore, per questo è doppiamente grande, caso mai avevo un altro dubbio». Quale? «Si è preso una responsabilità enorme, con lui le aspettative dei tifosi, ovvio, saranno salite a mille, ma poi ho riflettuto e, per come è, so che le responsabilità non gli fanno paura, anzi avrà ancora più stimoli, perchè potrà fare il lavoro che ama unito alla passione che lo lega ai colori biancorossi». Di Carlo ha ammesso che al giocatore tecnico predilige quello motivato. «Ha ragione: in serie C e B è così, in A è diverso, ma lui lo sa bene. Gli uomini, nel calcio come nella vita, fanno la differenza e il nostro Vicenza partiva da questo dato, certo all'epoca alla guida del gruppo ci furono pure due grandi come Ulivieri prima e Guidolin poi». E' ancora profondo il legame che unisce Roberto Murgita ai colori biancorossi e ai tifosi manda a dire: «Le difficoltà ci saranno ma l'importante sarà restare positivi. Se noi all'epoca abbiamo dato tutto è perchè sentivamo che la gente sugli spalti combatteva al nostro fianco». Ultima riflessione sincera: «Vicenza mi manca e quest'anno verrò di sicuro a trovarvi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberta Mantovani
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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Campodarsego
38
Cartigliano
31
Legnago Salus
30
Mestre
29
Adriese
28
Ambrosiana
28
Cjarlins Muzane
28
Feltre
27
Union Clodiense Chioggia
26
Luparense
25
Delta Rovigo
24
Belluno
24
Chions
22
Este
22
Montebelluna
21
Caldiero
19
Villafranca Vr
14
Tamai
11
Vigasio
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San Luigi
6
Adriese - Villafranca Vr
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Belluno - Montebelluna
Campodarsego - Mestre
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