18 giugno 2019

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31.03.2019

Nuovo stadio e vivaio per essere grandi

Gli ospiti che hanno discusso dell’importanza delle imprese sul territorio e nel calcio. Convegno  moderato dal direttore Ancetti.   COLORFOTO
Gli ospiti che hanno discusso dell’importanza delle imprese sul territorio e nel calcio. Convegno moderato dal direttore Ancetti. COLORFOTO

La priorità è uno stadio moderno. Il modello da seguire è quello dell'Atalanta. E dispiace per i romantici, ma oggi la società di calcio, pur con le sue peculiarità e variabili, è a tutti gli effetti un'impresa. Il Vicenza di Renzo Rosso ha imboccato la strada del futuro, l'unica veramente percorribile se si vuole contare qualcosa. IL CASO VICENZA. Numerosi gli argomenti affrontati venerdì sera al teatro Olimpico in “Il caso Vicenza, l'industria sposa il calcio", titolo dell'evento ospitato all'interno del Festival Città Impresa. Durante il convegno condotto dal direttore de Il Giornale di Vicenza, Luca Ancetti, sono intervenuti Paolo Bedin, direttore generale del Vicenza, Sergio Gasparin, già dirigente sportivo biancorosso, Paolo Rossi, che oggi del Vicenza è ambasciatore, Lino Chilese, socio del club e presidente dell'Arzignano Valchiampo, Maurizio Costanzi, responsabile del settore giovanile dell'Atalanta. La società di calcio, con un excursus sul Vicenza che divenne il primo club di proprietà straniera quando fu acquisito dalla finanziaria Enic, lo stadio di proprietà, il settore giovanile sono stati i temi caldi del dibattito. Al centro, il progetto Vicenza di Renzo Rosso basato sulla territorialità e la programmazione. E uno stadio moderno che garantisca degli utili, coinvolgendo un'intera città. «Quella di Rosso è un'idea vincente – ha affermato Pablito -, il Vicenza per me deve tornare là dove merita. Perchè non può diventare come il Sassuolo?». Ma anche come l'Atalanta, splendido esempio di società moderna che produce calciatori, poggia la propria forza sulla territorialità, gli investimenti nelle strutture e nel settore giovanile. CAMP ESTIVI DA RECORDMaurizio Costanzi, responsabile del vivaio nerazzurro, ha sintetizzato così il progetto che il patron Rosso, sin da principio, ha indicato come destinazione. «L'Atalanta impronta il bilancio sulla produzione di calciatori. In questi anni abbiamo venduto per centinaia di milioni e costruito, accanto all'attività agonistica, tutta una serie di progetti ludici e culturali. Ai nostri Camp estivi, per esempio, abbiamo avuto 3.700 presenze per un guadagno di 1 milione di euro. Ogni anno l'Atalanta, che è proprietaria di uno stadio, investe circa 4-5 milioni e si alimenta grazie ad un'appartenenza territoriale straordinaria». Quel che è ora l'Atalanta mira a diventarlo il Vicenza che divenne sotto la finanziaria Enic la prima società di proprietà straniera. Sergio Gasparin, già direttore generale nel 1989 con Pieraldo Dalle Carbonare presidente, e successivamente nominato football director dall'Enic che oltre al Vicenza controllava Basilea, Slavia Praga e AK Atene, ha ricordato le caratteristiche della società di allora, nettamente contrapposta a quella che oggi si affida a più imprenditori del territorio. IN BORSA. «Il più grande rammarico – ha confessato Gasparin – è che il Vicenza non sia riuscito a quotarsi in Borsa perché sarebbero arrivate grandi risorse. La proprietà inglese voleva cogliere questa possibilità, avevamo una società con costi bassissimi e molto snella, con ricavi molto alti. Il sogno sfumò quasi sulla linea del traguardo, quando fu modificato il requisito dei tre anni di utili e in Borsa ci arrivò la Lazio». Sulla questione stadio, se l'Arzignano Valchiampo dovesse essere promosso in serie C, Lino Chilese non ha voluto dire nulla («sono scaramantico») ma l'imprenditore, socio del Vicenza di Rosso, ha assicurato la massima collaborazione con il club di via Schio Evenerdì il presidente del Frosinone Stirpe giunto in città, ha aggiunto: «Uno stadio come il Menti va sistemato, più complicato sistemare aree edilizie». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Benedetti
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Serie C - Girone B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Pordenone
73
U. Triestina
67
Imolese
62
Feralpi Salò
62
Monza
60
Sudtirol
55
Ravenna
55
L.r. Vicenza Virtus
51
Sambenedettese
50
Fermana
47
Ternana
44
Gubbio
44
Albinoleffe
43
Teramo
43
Vis Pesaro
42
Giana Erminio
42
Renate
39
Rimini
39
Virtus Verona
38
Fano A.j.
38
Albinoleffe - L.r. Vicenza Virtus
0-1
Fano A.j. - U. Triestina
1-0
Feralpi Salò - Pordenone
2-2
Fermana - Sambenedettese
1-3
Giana Erminio - Vis Pesaro
3-3
Gubbio - Virtus Verona
1-0
Ravenna - Imolese
3-3
Rimini - Renate
0-0
Sudtirol - Monza
0-3
Teramo - Ternana
0-0