16 dicembre 2019

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02.11.2019

La partita che ci meritiamo tutti

Mimmo Di Carlo,
il condottiero
del Vicenza
d’alta classifica
Mimmo Di Carlo, il condottiero del Vicenza d’alta classifica

Vicenza-Padova non è e non sarà mai una partita come le altre. Non basta la rivalità da derby per spiegare la tensione sportiva che lega le due città, le due tifoserie, le due province, dove ai confini si tifa solo e solamente Lanerossi dai tempi di Menti o Sormani. È una rivalità storica tra due mondi così vicini e così lontani nello stesso tempo. La città dei dottori, contro quella dei magnagatti, gente umile quella vicentina che è diventata borghese un secolo dopo quella padovana. Sarà anche per questo che la partita delle partite in questa fase di campionato segna la rivalsa di un pubblico che dopo sedici anni è là sopra alla classifica. E non importa se ci starà per una settimana o un mese, conta che c’è e c’è stato. Con Di Carlo allenatore è successo ciò che tutti speravano ma che troppe volte è stato tradito. Le promesse di agosto sono state mantenute e allora quella tifoseria semplice e sanguigna, popolare e appassionata si merita questa partita frutto della fiducia che è nata tra società e popolo biancorosso e che è stata disattesa per anni e in qualche modo certificata dal tribunale federale che proprio in questa settimana ha disposto le sanzioni alla vecchia proprietà. Julio Gonzales, lo sfortunato attaccante del Vicenza dei primi anni Duemila, dalla sua casa in Paraguay ha scritto un post che sa di saggezza e pragmatismo: «Il Vicenza è primo? Quando fai le cose per bene, questo è quello che succede». Una risposta semplice che sembra quasi rivoluzionaria: la seconda stagione dell’era Rosso ha messo insieme risorse economiche e uomini giusti al posto giusto, calibrando nel dettaglio ogni singola scelta con il rischio calcolato nelle mani del campo e del suo allenatore, prima ancora del diesse Giuseppe Magalini. Una serie di combinazioni tecniche ed economiche che ti portano ad essere primi. La fiducia sta nelle parole che usi e si misura dalle azioni. Il mantra della società finora è sempre stato lo stesso: «Lavoriamo per un campionato di vertice», dichiarazioni che schermano ogni fuga in avanti ma che lasciano intravvedere che il sogno della promozione in B è possibile. Allora ce la meritiamo questa partita, ci meritiamo lo stadio tutto esaurito, le coreografie da massima serie. Ci meritiamo il sogno di farcela e le emozioni dell’oggi senza pensare cosa sarà domenica. Come se fosse una questione di giustizia, di un cerchio che si chiude dopo anni di buio e delusioni. Godiamocela e basta questo Vicenza-Padova che vale il primato e molto di più in fondo. La partita di domani è di quelle che ti riempie di gioia a prescindere, con il Menti che diventa la bombonera per un pomeriggio, con un tifo che durerà - c’è da giurarci - per 95 minuti con i ragazzi di Di Carlo chiamati ad emozionarsi nel tunnel che porta in campo per poi trasformarsi in freddi cecchini. Il resto lo faranno i dettagli e la fantasia dei giocatori. Se poi ci si laurea in qualsiasi dottorato del calcio, tanto meglio, la cosa che vale di più è il sogno che ritorna in un magica domenica di novembre. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Marzotto
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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Campodarsego
39
Legnago Salus
33
Cartigliano
32
Adriese
31
Ambrosiana
31
Feltre
30
Mestre
30
Cjarlins Muzane
30
Union Clodiense Chioggia
29
Luparense
25
Delta Rovigo
24
Belluno
24
Montebelluna
24
Este
22
Chions
22
Caldiero
20
Villafranca Vr
14
Tamai
10
Vigasio
10
San Luigi
9
Adriese - Villafranca Vr
5-1
Ambrosiana - Delta Rovigo
2-1
Belluno - Montebelluna
0-1
Campodarsego - Mestre
0-0
Cartigliano - Caldiero
1-1
Cjarlins Muzane - Tamai
2-1
Legnago Salus - Chions
2-0
Luparense - Feltre
2-3
San Luigi - Vigasio
3-2
Union Clodiense Chioggia - Este
2-1