15 novembre 2019

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08.10.2019

Il Lane ribalta il Cesena e vola al secondo posto

Una vittoria d’oro. E d’argento. D’oro perché è pesante e preziosa, d’argento perché lancia il Vicenza da solo al secondo posto all’inseguimento del Padova. La squadra di Di Carlo, sorretta dal tifo incessante di oltre 9mila cuori biancorossi, ha faticato non poco ad aver ragione di un Cesena tosto, che ha potuto contare sulle sue forze e sull’aiuto di un rigore inventato che gli ha permesso di passare in vantaggio. Il Vicenza, però, non si è perso d’animo: ha rimesso in equilibrio il punteggio quasi subito e nella ripresa, con un altro tiro dagli undici metri, ha realizzato la rete del definitivo 2-1. CUORE E CERVELLO. Vittoria dei denti stretti e della forza d’animo? Sì, anche. Ma non solo. È stata anche la vittoria di chi ha saputo tenere i nervi saldi e leggere bene le diverse situazioni. Importante, al riguardo, è stata la mossa compiuta dallo stratega Di Carlo attorno al 40’. Il Cesena si era presentato al Menti senza l’attesa difesa a tre e con Butic, autore di 4 reti, in panchina: davanti ad Agliardi si erano piazzati quattro giocatori (con l’ex Giraudo a sinistra) e il Vicenza, con il suo consolidato 4-3-1-2, correva qualche rischio di troppo sulle fasce. Il tecnico biancorosso, quindi, ha rimescolato le carte passando al 4-4-2 con Vandeputte (partito a sinistra) messo sul lato destro della linea mediana. Giacomelli è stato piazzato a specchio sulla corsia mancina mentre Rigoni e Zonta si sono stretti per far legna in mezzo. Risultato: squadra più equilibrata e fondamenta gettate per la rimonta della ripresa. VAR... DA TI. Il Vicenza parte piano ed è il Cesena a provare a pungere per primo. Al 7’, sugli sviluppi di un corner, Sarao colpisce di testa a manda la palla oltre la traversa. Sette minuti dopo Franchini dalla distanza non inquadra lo specchio della porta. La (prima) svolta della partita arriva però al 18’ con un rigore che più tarocco non si può. Zecca, partito proprio sul filo del fuorigioco, si invola sulla sinistra ed entra in area. Lì Bruscagin arriva in recupero e gli toglie la palla. La palla, appunto: l’intervento del difensore è sulla sfera. Poi è chiaro che... i corpi su un campo da calcio sono entità in movimento e quindi poi il contatto si sposta sulla gamba. Ma il primo intervento, quello che conta, è sul pallone. Basterebbe non diciamo il Var, ma una qualsiasi telecamerina semiamatoriale di un telefonino di seconda mano. Ma siamo in C, non c’è niente di tutto questo, conta solo ciò che ha vede Santoro sig. Alberto di Messina. Che vede male e indica il dischetto. Al 20’ Sarao va quindi a calciare: traiettoria angolata verso destra, Grandi si butta dalla parte giusta ma non basta. Cesena in vantaggio. LA REAZIONE. Il Vicenza - e questo è gran merito - non si innervosisce. Al 25’ Vandeputte si libera bene sul lato destro dell’area ma calcia fuori. Due minuti più tardi Franchini semina avversari come birilli, ma per fortuna il tiro è fiacchetto e Grandi può dire di no senza sudare. Il campanello comunque suona: sui fianchi il Lane è vulnerabile. Provvida sarà la variante tattica di cui si parlava prima. E intanto il pari arriva. Siamo al 29’: Zonta calcia da fuori, il portiere respinge corto e sulla ribattuta arriva Vandeputte che da due passi insacca. Vicenza di nuovo in partita. IL SORPASSO. Nel secondo tempo i biancorossi mettono la freccia. Al 5’ Giacomelli si inventa un pregevole slalom in area (bravo peraltro Marotta a portargli via due uomini) e viene steso da Franco. È rigore: sul dischetto va lo stesso capitano, lucido nell’esorcizzare possibili fantasmi del penalty calciato sulla traversa contro la Vis Pesaro. Jack stavolta... punta in basso. Nel senso letterale del termine: pallone forte, centrale e a pochi centimentri dal suolo, Agliardi battuto (6’). 2-1 e Vicenza lanciatissimo. Al 21’ una conclusione bassa da fuori di Marotta è controllata senza problemi dal portiere: poca fatica anche per Grandi, un minuto dopo, chiamato a neutralizzare un tiro centrale di Zecca. Grande occasione per il Vicenza al 23’: Vandeputte si trova con un ottimo pallone appena dentro l’area, ma aspetta mezzo secondo di troppo, non angola abbastanza la battuta e il portiere riesce a dirgli di no. Ci riprova Marotta, da destra, al 34’: Agliardi questa volta si oppone in due tempi. Ultimo brivido al 40’: testa in area di Padella, palla addosso a un giocatore del Cesena e poi in angolo. Passano cinque lunghissimi minuti di recupero e poi esplode l’urlo del Menti. Il Padova resta nel mirino. •

Giancarlo Tamiozzo
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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Campodarsego
28
Adriese
25
Cartigliano
25
Luparense
21
Union Clodiense Chioggia
21
Legnago Salus
21
Cjarlins Muzane
21
Mestre
20
Feltre
20
Chions
19
Ambrosiana
18
Caldiero
17
Este
16
Belluno
15
Montebelluna
14
Delta Rovigo
14
Villafranca Vr
12
Tamai
7
Vigasio
7
San Luigi
6
Adriese - Vigasio
3-1
Caldiero - Union Clodiense Chioggia
0-1
Montebelluna - San Luigi
1-1
Cartigliano - Campodarsego
1-3
Chions - Luparense
1-1
Este - Delta Rovigo
0-0
Legnago Salus - Belluno
3-0
Mestre - Cjarlins Muzane
3-1
Feltre - Tamai
0-1
Villafranca Vr - Ambrosiana
2-4