16 dicembre 2019

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10.11.2019

Gli Azzurri al Menti nel segno di Baggio

Dal libro “Menti del cuore” di Antonio Di Lorenzo e Andrea MasonRoberto Baggio firma autografi dopo un allenamentoLa formazione titolare dell’Italia scesa in campo al  Menti l’11 novembre 1989 contro l’Algeria: con la fascia di capitano Giuseppe Bergomi, allenatore Azeglio Vicini
Dal libro “Menti del cuore” di Antonio Di Lorenzo e Andrea MasonRoberto Baggio firma autografi dopo un allenamentoLa formazione titolare dell’Italia scesa in campo al Menti l’11 novembre 1989 contro l’Algeria: con la fascia di capitano Giuseppe Bergomi, allenatore Azeglio Vicini

Trentatremila lire per un posto nei distinti. Sul biglietto una foto in bianco e nero della Basilica palladiana e le bandiere di Italia e Algeria: «Sabato 11 novembre 1989, stadio comunale R. Menti». Due giorni prima era caduto il muro di Berlino. Per tutto il mondo, non per Vicenza, che era completamente nel pallone e si stava vestendo a festa per un evento che non aveva mai visto prima e non avrebbe più visto poi: una partita degli Azzurri. Accadeva trent’anni fa: corso Palladio era presidiato dai paninari, il palasport si preparava ad accogliere un concerto di Ray Charles, a palazzo Trissino democristiani e socialisti strologavano sul futuro del tribunale (tenerlo in centro o spostarlo nella prima periferia?) mentre Gino Valle presentava il progetto del teatro, sì, proprio quello di viale Mazzini costruito quindici anni dopo. Mancavano sette mesi alle “notti magiche” cantate da Gianna Nannini e Edoardo Bennato e la Nazionale allenata da Azeglio Vicini faceva tappa al Menti per un’amichevole contro l’Algeria, il “Brasile d’Africa” come titolavano i giornali dell’epoca, illuminata dai guizzi di Rabah Madjer, il “Tacco di Allah”. Travolti da un’accoglienza trionfale, gli Azzurri trascorsero cinque giorni da sultani, accomodati addirittura in due alberghi per un disguido organizzativo: prima all’Agip Motel per una notte, poi al Michelangelo di Arcugnano. Si contarono cinquemila spettatori per una partitella con la primavera biancorossa e folle oceaniche per ogni allenamento a Sovizzo. Per l’occasione la curva sud, ammansita e addolcita, siglò una pax azzurra al punto da mettere al bando per una settimana cori contro veronesi e padovani (con l’eccezione di uno striscione polemico per la scelta del Bentegodi nella rosa degli stadi mondiali: «Il Veneto non è solo Verona») e da promuovere una colletta per pagare con un milione di lire i danni procurati alla Golf di una tifosa di Carmignano, presa a sassate al termine di un derby con il Padova un paio di mesi prima. La delegazione della Figc venne accolta a palazzo Trissino dall’assessore allo sport Sergio Carta e dal sindaco Antonio Corazzin, che nell’indirizzare il saluto alla squadra confessò di essere digiuno di cose calcistiche, ma inconsciamente riuscì in qualche misura a mettere un piede nel futuro prossimo venturo di un paese che si apprestava a chiudere l’era della Prima repubblica di lì a pochi anni: «Mi dicono che nel calcio non si usa fare gli auguri e quindi ben mi guardo. A tutti gli azzurri giunga, comunque, il più caloroso “Forza Italia”». Per evitarsi noie e per galvanizzare i tifosi, il commissario tecnico, che a Vicenza si sentiva di casa per il suo passato biancorosso e per la moglie vicentina, si tolse subito il pensiero e alla prima conferenza stampa snocciolò la formazione che sarebbe scesa in campo, calando il suo asso nella manica: «Baggio gioca». Non era ancora il divin codino, ma a (quasi) 23 anni Roberto Baggio aveva già messo in mostra il meglio del suo repertorio da numero 10: dribbling, fantasia, tocco d’artista. Giurava fedeltà alla Fiorentina, ignaro del trasloco forzato che l’estate successiva l’avrebbe portato a Torino, sponda bianconera. Al Menti tornava dopo cinque anni, emozionato e trascinato da un tifo incessante. Il calcio d’inizio fu fischiato alle 14,30 sotto un sole gentile di San Martino, nell’aria profumo di castagne e foglie secche. Il tabellino pubblicato dal Giornale di Vicenza annotò 24.990 spettatori per un incasso di 543 milioni di lire. La sicurezza fu garantita da 600 agenti e 52 vigili del fuoco, mentre venne sperimentata un’isola pedonale intorno allo stadio: parcheggi in Fiera o al Foro Boario, bus navetta gratuiti. Per la cronaca fu una partita da sbadigli, increspata da qualche occasione sprecata da Gianluca Vialli, Andrea Carnevale e Beppe Bergomi, capitano fresco di scudetto con la sua Inter. L’Algeria non uscì mai dalla trincea in cui aveva deciso di chiudersi per respingere gli assalti azzurri: altro che Brasile d’Africa, Walter Zenga concluse i novanta minuti senza sporcarsi i guantoni e guadagnandosi in pagella un rotondo “senza voto”. La partita fu decisa a un quarto d’ora dal termine, quando proprio Baggio apparecchiò un traversone dalla fascia destra che fu insaccato da Aldo Serena, subentrato da una manciata di minuti, in leggero ma indiscutibile fuori gioco: non c’era ancora il Var e l’arbitro jugoslavo Petrovic in vena di regali convalidò. Uno a zero e tutti vissero felici e contenti: quello era un giorno memorabile, «una data storica», come certificò Pablito Rossi, che da quelle parti e con quella maglia aveva fatto la storia, ma che in quei giorni parlava già da ex calciatore. Storica di sicuro, finora anche irripetibile, nonostante la promessa del presidente federale Antonio Matarrese: «Pubblico straordinario, qui torneremo». Sì, gli chiesero i cronisti assiepati nella nuova sala stampa allestita in tempi record, ma quando? Tra dieci anni? «Prima, molto prima». Nell’attesa, di anni ne sono già passati trenta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Marco Mancassola
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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Campodarsego
39
Legnago Salus
33
Cartigliano
32
Adriese
31
Ambrosiana
31
Feltre
30
Mestre
30
Cjarlins Muzane
30
Union Clodiense Chioggia
29
Luparense
25
Delta Rovigo
24
Belluno
24
Montebelluna
24
Este
22
Chions
22
Caldiero
20
Villafranca Vr
14
Tamai
10
Vigasio
10
San Luigi
9
Adriese - Villafranca Vr
5-1
Ambrosiana - Delta Rovigo
2-1
Belluno - Montebelluna
0-1
Campodarsego - Mestre
0-0
Cartigliano - Caldiero
1-1
Cjarlins Muzane - Tamai
2-1
Legnago Salus - Chions
2-0
Luparense - Feltre
2-3
San Luigi - Vigasio
3-2
Union Clodiense Chioggia - Este
2-1