25 giugno 2019

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22.05.2019

Sigari, golf e la Rossa nel cuore Vicenza romba assieme a Lauda

Niki Lauda con Valerio Cornale,  esperto internazionale di sigari, ricevuto all’epoca da Fidel CastroIl breganzese Paolo Bozzetto al volante della Ferrari 312 T2 di Niki Lauda sul circuito di  Imola
Niki Lauda con Valerio Cornale, esperto internazionale di sigari, ricevuto all’epoca da Fidel CastroIl breganzese Paolo Bozzetto al volante della Ferrari 312 T2 di Niki Lauda sul circuito di Imola

La scomparsa di Niki Lauda accende i ricordi e fa riaffiorare le emozioni che il pilota austriaco ha regalato ai tifosi e agli appassionati di automobilismo. Tra i piloti che hanno calcato le piste negli anni in cui Lauda emergeva, anche due vicentini, Gabriele Serblin e Paolo Bozzetto, all'epoca entrambi impegnati nei campionati di Formula tre e Formula due, appena un gradino sorto la massima serie. Vicini di box in più di una gara. Al volante anche della Ferrari campione del mondo appartenuta al campione viennese. Serblin è stato il terzo pilota della Ferrari negli anni in cui le prime guide erano Lauda e Regazzoni. Aveva compiti di collaudatore. Era uno dei più quotati driver nostrani, ma il Drake non volle mai schierarlo alla partenza di un Gran Premio. Non voleva italiani nelle sue monoposto: temeva che in caso di successo potessero oscurare la fama della Rossa. «Un grande pilota e soprattutto un uomo eccezionale - il giudizio di Lele Serblin – sorretto da un carattere fortissimo. Ha saputo risollevarsi dal terribile incidente del Nurburgring con raro coraggio. Come Zanardi. Ce ne sono pochi così». Negli anni Settanta gli eroi erano i campioni che osavano, andavano oltre le righe. Lauda non era uno di questi e con i colleghi non ebbe mai grandi rapporti. «Era molto razionale – continua Serblin – Finiti i collaudi in pista si metteva al tavolino e ripassava tutte le sensazioni che aveva ricavato mentre era al volante. Scriveva tutto. Relazioni complete che passava ai tecnici. Non si limitava a segnalare i problemi della vettura ma arrivava anche a suggerire le soluzioni. Era un ingegnere al volante. Già pochi mesi dopo il suo arrivo alla Ferrari, nel 1974, comandava il reparto corse. Eccezionale anche in questo. Il suo modo di fare gli alienò più di una simpatia a Maranello. Non tutti gli ingegneri presero bene gli sconfinamenti del pilota nel loro settore». «È venuto diverse volte a Vicenza.- riprende Serblin - Con Pino e Francesco Trivellato, importatori della March, aveva un rapporto speciale Abbiamo giocato a golf insieme. Ha portato la sua professionalità, che ai più appariva come freddezza, in un mondo dominato dalla passione e spesso sfiorato dalla temerarietà. Guidava di testa». Paolo Bozzetto ha pilotato la Ferrari 312 T2 di Niki Lauda a Imola, in occasione di una gara spettacolo riservata alle monoposto storiche. Era il 1982 e la vettura gliela affidò Pietro Brigato, orafo vicentino e collezionista di macchine da corsa. «Fu una grande emozione – ammette il breganzese – stringere tra le mani il volante di Lauda. Niki lo conobbi quando era agli inizi della sua carriera. A Montecarlo, nel 1973, io ero impegnato nelle prove della gara riservata alla Formula Tre. Avevo una March e tra una sessione e l'altra lo avvicinai perchè avevo un problema meccanico. Lui aveva finito il suo turno e controllava il lavoro dei meccanici della Brm, squadra per la quale correva. Era normale, allora, girare tra i box e parlare con meccanici e piloti. Gli chiesi di darmi una mano. Mi squadrò da capo a piedi e non mi rispose lasciando capire che non aveva tempo da perdere con un pilota di più basso rango. Per fortuna vicino a lui c'era Vittorio Brambilla. Il monzese, alla mia richiesta, non perse tempo: si rimboccò le maniche e prese ad armeggiare con le chiavi inglesi attorno alla mia monoposto. Se Brambilla avesse avuto i mezzi di Lauda sarebbe diventato uno dei più grandi piloti di ogni epoca. Ero a Zeltweg, due anni dopo, quando Vittorio con la March vinse il Gran Premio d'Austria sotto la pioggia, sulla pista di casa di Niki. Brambilla era un piedone pazzesco e andava forte su tutti i terreni. Straordinario sul bagnato, situazione che Lauda pativa." «L'ambiente delle corse – conclude Bozzetto - nei primi anni Settanta, era ancora molto ruspante e Lauda fece fatica a entrare nel cuore dei tifosi perchè sembrava sempre molto distaccato. Era il suo modo di essere e di interpretare la professione. Vinse 25 Gran Premi, partì 24 volte dalla pole position. Numeri straordinari per un pilota considerato essenziale e poco divertente». Romano Cornale, oste della Valbrenta, ha il cavallino rampante tatuato sul cuore. Ferrarista da sempre. Ad ogni vittoria della Rossa si reca in pellegrinaggio a Maranello. Niki Lauda, però, non lo ha conosciuto dalle parti di Modena ma a Cuba, dove il fratello Valerio è un'autorità mondiale nel campo dei sigari. E proprio Romano, una ventina di anni fa, ha scattato la foto che ritrae Lauda con Valerio al termine di una visita ad una azienda di tabacchi. Erano i tempi in cui il campione del mondo pilotava gli aerei della sua flotta (Lauda Air) che facevano scalo nei paesi dell'America Centrale. «È stato un grande pilota - il pensiero di Romano Cornale – capace di risollevare le sorti della Ferrari in un periodo particolarmente buio». •

Roberto Cristiano Baggio
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Serie C - Girone B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Pordenone
73
U. Triestina
67
Imolese
62
Feralpi Salò
62
Monza
60
Sudtirol
55
Ravenna
55
L.r. Vicenza Virtus
51
Sambenedettese
50
Fermana
47
Ternana
44
Gubbio
44
Albinoleffe
43
Teramo
43
Vis Pesaro
42
Giana Erminio
42
Renate
39
Rimini
39
Virtus Verona
38
Fano A.j.
38
Albinoleffe - L.r. Vicenza Virtus
0-1
Fano A.j. - U. Triestina
1-0
Feralpi Salò - Pordenone
2-2
Fermana - Sambenedettese
1-3
Giana Erminio - Vis Pesaro
3-3
Gubbio - Virtus Verona
1-0
Ravenna - Imolese
3-3
Rimini - Renate
0-0
Sudtirol - Monza
0-3
Teramo - Ternana
0-0