15 settembre 2019

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12.05.2019

Roglic fa il vuoto a San Luca Il migliore in salita è Ciccone

Primoz Roglic era uno dei big più attesi e non ha deluso
Primoz Roglic era uno dei big più attesi e non ha deluso

C’è tutto nel nome: Roglic è Primoz, come era scritto, come era previsto. Ha vinto Uae Tour, Tirreno-Adriatico, Giro di Romandia, dominando in salita e pianura. Il prologo del Giro n. 102, da piazza Maggiore al santuario San Luca, a Bologna, prevede entrambe: sei chilometri piatti, due di salita, anche con pendenze spaccagambe. Roglic era, è, il più in forma, lo conferma, lo dimostra: fa corsa a sé e conquista quella maglia rosa che gli era sfuggita, questione di un solo centesimo di secondo, nel prologo nell’olandese Apeldoorn nel 2016. Allora, era stata una beffa a favore di Dumoulin, questa volta Tom finisce a 28”, alla pari di Lopez (probabilmente lo scalatore più forte). Il distacco è sensibile, accettabile per il colombiano che va oltre le previsioni, deludente per l’olandese che nella corsa contro il tempo conta di costruire le sue ambizioni di vincere per la seconda volta il Giro d’Italia. Va bene, invece, anzi molto bene, Vincenzo Nibali, 3°: concede a Roglic 23”. Lo Squalo ha buona cadenza di pedalata, fa decisamente meglio di Dumoulin nel tratto di pianura, meno adatto a lui, è a 4” da Roglic, che però vola. Viaggia a 52 e mezzo all’ora sul piano, chiude a 37,2 di media, corre i due chilometri di salita in 6’05”. Meglio di lui, in questo finale, fa solo Ciccone (va in maglia azzurra) che pedala a 20.833 di media su pendenze medie del 9,7 per cento e punta massima del 16 alla curva delle Orfanelle, dove l’esordiente Froome andò in crisi nel 2009. Di poco inferiore a Roglic, c’è Simon Yates, il solo tra i big a scegliere di partire tra gli ultimi (gli altri tutti all’inizio per timore del maltempo): trova un po’ di vento contrario per un breve tratto, ma gestisce benissimo la fatica: paga 18” da Roglic nel tratto pianeggiante, ne perde uno solo nei due km di salita. Tra i candidati alla maglia rosa o alla top ten a Verona, fa male Landa (a 67” da Roglic), meno bene del prevedibile Jungels (a 46”), accusano 47” Carapaz, 50” Formolo, 40” Bilbao (che, scalatore, ne perde 30” nei due km di salita), 39” Mollema, va forte Majka (a 33”), merita attenzione Gheoghegan Hart (a 35”). Per il ciclismo italiano, la notizia buona riguarda Nibali. «Era una crono difficile», commenta lo Squalo,«c’era da spingere in pianura e gestire lo sforzo in salita. Dumoulin non è stato super, ma lo attendo più avanti. Bisogna essere prudenti e avere rispetto di tutti, non solo di Roglic che ora appare l’avversario principale». Lo sloveno, invece, dice di «non aver mai pensato ai distacchi da dare agli avversari, ma solo ad andare più velocemente possibile». «Tre anni fa», ricorda Roglic, che viene dal salto con gli sci, « ci ero andato vicino, ora mi godo questa maglia rosa, che ho aspettato tanto. Se penso a come ho cominciato nel 2013, questo risultato era inimmaginabile». Una curiosità: il Giro è durato solo 8 chilometri e poco più di un quarto d’ora per Hiroki Nishimura, arrivato fuori tempo massimo. Oggi, il Giro va a Fucecchio: possibilità per i velocisti se la corsa non scoppia su Castra e San Baronto. •

Renzo Puliero
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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Ambrosiana
9
Cartigliano
9
Cjarlins Muzane
6
Caldiero
6
Luparense
5
Union Clodiense Chioggia
5
Legnago Salus
5
Adriese
5
Belluno
5
Chions
4
Montebelluna
3
Campodarsego
3
Feltre
2
Mestre
2
Este
2
Delta Rovigo
2
San Luigi
1
Tamai
1
Villafranca Vr
1
Vigasio
0
Adriese - Este
1-0
Ambrosiana - Vigasio
2-0
Belluno - Tamai
2-1
Caldiero - Villafranca Vr
1-0
Campodarsego - Delta Rovigo
0-0
Cartigliano - Feltre
2-1
Chions - Mestre
2-2
Legnago Salus - Montebelluna
0-0
Luparense - San Luigi
1-1
Union Clodiense Chioggia - Cjarlins Muzane
2-0