16 ottobre 2019

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28.12.2018

Marotto abbandonò il ciclismo per assistere il padre malato

Gianni Marotto premiato dalla Federciclismo
Gianni Marotto premiato dalla Federciclismo

Enzo Casarotto MONTECCHIO PRECALCINO Una vita per il ciclismo. Questo in estrema sintesi l’esistenza di Gianni Marotto classe 1946 ora pensionato che si occupa di volontariato nel Centro Missionario Don Faccin di Villaverla. Attualmente si diletta a curare i suoi animali da cortile che nutre con i prodotti della sua fattoria a Levà di Montecchio Precalcino. Recentemente ha ottenuto dalla Federazione Ciclistica Italiana il distintivo d’oro (e nel 2015 la pergamena per le oltre 500 presenze nei servizi FCI) per i suoi 35 anni di militanza tra i Giudici di Gara che lo hanno visto espletare questo ruolo in numerosi e prestigiose manifestazioni. Ha trascorso la sua giovinezza con la passione per le due ruote accasato con le prestigiose maglie della Stimamiglio al Tormeno da esordiente (in una società vera fucina di campioni del calibro di Marino Basso, Romano Tumellero, Lucio Farisato, Ivano Scortegagna e Amilcare Tronca), del Velo Junior Nove, del Veloce Club Schio sotto la gestione di Tranquillo Gonzato, poi al Bassano 1892 e da dilettante con la Juventina Bertesina dell’avvocato Bortolo Brogliato. Fin da subito ha collezionato vittorie di prestigio (il suo primo successo risale “al circuito delle rose” nel quartiere San Bortolo a Vicenza nel 1962) poi a Stroppari, a Sovizzo; ha vinto la piccola Olimpiade di primavera a Buja del 1975 e nel 1978 e in tante altre corse che gli hanno dato l’opportunità di avvicinarsi al mondo del professionismo con la chiamata (nel 1971) di Marino Fontana e di Giorgio Albani per un contratto che poi non andò in porto. Gianni Marotto infatti ha preferito assistere il padre gravemente malato piuttosto che intraprendere la carriera sportiva. Una scelta di vita che però (ha lasciato l’attività agonistica nel 1972 a 21 anni per un’epatite che lo ha costretto a un anno di intense cure) non gli ha precluso il mondo del ciclismo amatoriale prima e come giudice di gara in seguito. Tra gli amatori nel 1965 ha vinto il titolo di campione del Mondo a Cannes in Francia del ciclismo ospedaliero e sanitario (la sua vita lavorativa l’ha trascorsa nel reparto di radioterapia del San Bortolo a Vicenza all’avanguardia all’epoca per certe prestazioni e che ha lasciato a 66 anni) nella gara valida anche come titolo francese. Ora per ovvie ragioni di età e per qualche acciacco fisico pratica saltuariamente il ciclismo; le ultime affermazioni sono datate 2015 con il titolo Triveneto di categoria tra i giudici di gara. In precedenza aveva vinto il titolo italiano nel 1986 sempre tra i giudici. La sua figura rimane tra gli esempi più coerenti per la sua preparazione specifica nel servizio svolto come giudice FCI e anche oggi nelle sue apparizioni a bordo strada, molti sono i suoi estimatori che lo invitano a raccontare gli aneddoti della sua storia sportiva e di vita sempre molto interessanti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enzo Casarotto
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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Cartigliano
17
Luparense
16
Campodarsego
16
Adriese
15
Union Clodiense Chioggia
14
Caldiero
14
Ambrosiana
13
Legnago Salus
12
Cjarlins Muzane
12
Mestre
11
Feltre
10
Este
10
Vigasio
10
Belluno
9
Delta Rovigo
9
Chions
8
Villafranca Vr
8
Montebelluna
5
Tamai
3
San Luigi
1
Ambrosiana - Belluno
2-1
Montebelluna - Villafranca Vr
0-0
Cjarlins Muzane - Campodarsego
2-4
Delta Rovigo - Legnago Salus
2-0
Este - Chions
2-1
San Luigi - Adriese
1-6
Tamai - Cartigliano
2-2
Union Clodiense Chioggia - Luparense
1-1
Feltre - Caldiero
1-1
Vigasio - Mestre
1-2