22 agosto 2019

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31.07.2019

Il Cartigliano resta bello di notte per stupire di giorno

Alessandro Ferronato cerca  nuove soddisfazioni col Cartigliano
Alessandro Ferronato cerca nuove soddisfazioni col Cartigliano

Si alza il sipario sulla nuova stagione del Cartigliano e i i tifosi sono curiosi di scoprire a che tipo di spettacolo assisteranno. In attesa che il tempo scriva il copione della sceneggiatura, domenica è iniziata la preparazione agli ordini dell’allenatore Alessandro Ferronato. Vecchi e nuovi giocatori hanno condiviso il primo giorno di fatica negli impianti sportivi di via Lungo Brenta, con buona pace delle vacanze oramai finite. La preparazione proseguirà nel ritiro di Roncegno, scelto anche per motivi scaramantici viso che l’anno scorso portò fortuna ai biancazzurri. In Trentino si prevedono allenamenti doppi, sia di mattina che di pomeriggio: un inedito per il Cartigliano che, durante tutto l’anno, si allenerà di sera. Niente di nuovo sotto il sole, anche se in questo sarebbe più appropriato dire “sotto la luna”, visto che i biancazzurri sono abituati ai ritmi serali. Eppure quest’anno c’è un fattore che rende ancora più peculiare la scelta del Cartigliano: i vicentini saranno, infatti, l’unica squadra di Serie D nel Triveneto ad allenarsi esclusivamente sotto la luce dei fari. Insomma, se Zbigniew Boniek è diventato famoso per essere il “bello di notte”, al Cartigliano si addice certamente l’etichetta di “frizzante di sera” visto che ci si allena sempre duramente, anche dopo il lavoro. «La Serie D è un campionato quasi professionistico – dichiara Alessandro Ferronato – e molte squadre scelgono di allenarsi di giorno, anche cinque o sei volte a settimana. Si tratta di un approccio completamente diverso dal nostro, perché i giocatori di quelle squadre fanno i calciatori a tempo pieno mentre noi dobbiamo conciliare il tutto con il lavoro. Sia ben chiara una cosa: allenarsi di sera non è un alibi per giustificare eventuali passi falsi durante l’anno. Però ci sono delle considerazioni innegabili che si legano al fatto di avere poco tempo a disposizione: c’è maggior stanchezza, c’è da far fronte a temperature rigide in inverno e c’è un innegabile aumento del rischio infortuni. Inoltre i tempi di recupero sono più stretti, ma tutto ciò è compensato dall’affiatamento e dalla voglia che nasce proprio nelle difficoltà. La mia esperienza di calciatore mi ha visto sempre allenarmi di pomeriggio, per quasi vent’anni, e posso dire che si tratta di due mondi diametralmente opposti per quello che riguarda tutta la parte atletica. Delle 168 squadre che disputano il campionato di Serie D a livello nazionale, saranno meno di 20 che si allenano di sera. Noi portiamo avanti questa scelta, anche per venire incontro alle esigenze dei ragazzi. Diciamo che vediamo il lato positivo della faccenda e ci concentriamo su quello: il gruppo ne esce più forte e compatto». Anche il direttore sportivo del Cartigliano, Leopoldo Torresin, si unisce al pensiero del mister e sottolinea alcuni aspetti importanti. «Siamo l’unica formazione vicentina in Serie D e l’unica che si allena solo di sera: due piccoli primati che rendono bene l’idea di quanto sia “speciale” la nostra realtà. In più c’è da dire che l’ossatura dei nostri giocatori proviene da un percorso fatto insieme partendo dalla Promozione o dall’Eccellenza. Quest’anno abbiamo ritoccato la rosa con calciatori d’esperienza, ma la nostra filosofia resta la stessa: non contano i nomi, contano le motivazioni e la funzionalità al progetto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Iuliano
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