18 novembre 2019

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08.10.2019

Il campo diventa la casa di tutti

Un incontro di pallone sul campo di Alte dove si affrontano due bambini stranieri. I giallorossi modello di integrazione veraSono 225 i ragazzi extracomunitari Le società e la Figc sono formate per combattere ogni forma di razzismo. Gli stessi arbitri sono maggiormente sensibili alla questione
Un incontro di pallone sul campo di Alte dove si affrontano due bambini stranieri. I giallorossi modello di integrazione veraSono 225 i ragazzi extracomunitari Le società e la Figc sono formate per combattere ogni forma di razzismo. Gli stessi arbitri sono maggiormente sensibili alla questione

Doveva essere un giorno tranquillo al campetto, quello vicino a casa in cui per tutta la settimana ragazzi e ragazzi dai 10 ai 15 anni giocavano ininterrottamente a pallone, tra zolle di terra e tombini, con gli anziani del quartiere a fare il tifo dalle panchine. Ma quel giorno giocai la mia partita più brutta. Tutta colpa di un «Zitto tu, che sei albanese». Eravamo in otto. Facile, si fa un quattro contro quattro. Siamo al momento del regolamento spiccio, quando formi le squadre e decidi fino a dove arriva il campo. Io unica bambina. Uno prova ad inventare una regola nuova: «si gioca al massimo a tre tocchi e i portieri sono volanti» - propone. La risposta del capetto di turno è quella riportata più sopra. Abbiamo giocato. Ma col pallone sgonfio, sgonfiato da una frase che ancora adesso mi perseguita. Convivere, anche su un rettangolo di gioco, è difficile. Culture, lingue, religioni ancora sono, talvolta, più forti e resistenti di un gol. Sono barriere che qualcuno decide di innalzare ed è una sfida, anche per noi del GdV, far sì che il pallone avvicini, non separi. VICENZA È LA CASA DI TUTTI La nostra delegazione, che per mesi ancora raccoglierà iscrizioni dal momento che per le categorie di base c'è tempo fino a maggio, ha fornito i dati che sono in costante evoluzione. Sono 4.961 i tesserati italiani, 47 gli stranieri comunitari, 225 gli extracomunitari, 59 le ragazze. Albanesi, bosniaci, ghanesi, indiani, marocchini, rumeni, serbi sono numerosi. Giocano nelle società della città e della provincia. Molto spesso sono ragazzi nati qui, in Italia, a Vicenza, da genitori che lavorano onestamente e poi il sabato e la domenica vanno a vedere le partite dei loro figli. «Non abbiamo per fortuna situazioni difficili. Possiamo definire Vicenza una provincia virtuosa – commenta Domenico Spalluto, delegato Figc per Vicenza -. Meglio sarebbe non porsi nemmeno il problema, ma la realtà dice che la società è sempre più multiculturale e lo sport, il calcio soprattutto, accoglie molti ragazzi stranieri. Come delegazione, anche negli incontri di formazione che organizziamo, battiamo molto sul tema dell'integrazione e c'è un giudice sportivo che interviene nel caso in cui ce ne sia la necessità. Per la mia esperienza posso dire di aver visto sempre più rispetto tra i ragazzi, che tra i genitori, il cui comportamento alcune volte è sopra le righe. Episodi di razzismo, comunque, in due anni che sono a capo della delegazione, non se ne sono verificati. In realtà si verificò il caso di un giocatore delle categorie giovanili che prese sei mesi di squalifica per aver insultato l'avversario. Ma rientrò tutto». Spalluto, 55 anni, originario di Taranto, ma vicentino da quando ha 7 anni, racconta che negli anni Settanta era più facile assistere ad una forma di razzismo nei confronti dei meridionali. UNA BANDIERA Tutte le società vicentine accolgono stranieri, ma alcune fanno dell'integrazione una vera e propria bandiera. Come l'Alte Ceccato. Denis Dalla Pozza, globetrotter della provincia nei Dilettanti con Costabissara, Cornedo, Trissino, Grancona e Camisano, tra le altre, allena da quest'anno gli Esordienti a 9, annata 2007, dell'Alte. Sei su 16 sono stranieri. «Ho indiani, tunisini, marocchini, bengalesi. Molti di loro sono nati qui, parlano correttamente l'italiano e sono ben integrati. Si rispettano e sono rispettati dai compagni italiani. Per loro vincere non è una priorità, il calcio è più che altro un passatempo – spiega -. Finora non ho mai riscontrato problemi, le uniche difficoltà, se così vogliamo chiamarle, sono date dalla religione che ad alcuni vieta di fare la doccia o meno, e quando si mangia tutti insieme, di evitare il maiale piuttosto che qualcos'altro. C'è molto rispetto anche grazie alla politica dell'Alte Ceccato, che accoglie e considera la diversità una ricchezza. Non è certo un turbante a sconvolgere le nostre regole».

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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Campodarsego
31
Cartigliano
28
Adriese
25
Union Clodiense Chioggia
24
Legnago Salus
24
Cjarlins Muzane
24
Mestre
23
Luparense
21
Feltre
21
Chions
19
Este
19
Ambrosiana
19
Caldiero
18
Montebelluna
17
Delta Rovigo
15
Belluno
15
Villafranca Vr
12
Tamai
7
Vigasio
7
San Luigi
6
Ambrosiana - Caldiero
1-1
Belluno - Cartigliano
0-2
Campodarsego - Adriese
2-1
Cjarlins Muzane - Villafranca Vr
4-3
Delta Rovigo - Feltre
1-1
Luparense - Legnago Salus
2-3
San Luigi - Mestre
1-2
Tamai - Montebelluna
0-2
Union Clodiense Chioggia - Chions
3-2
Vigasio - Este
1-4