21 agosto 2019

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01.08.2019

Girlanda e gli altri veronesi Montecchio in salsa Pearà

Un piccolo Matteo Girlanda ai tempi delle giovanili dell’HellasGirlanda è stato anche giocatore del Montecchio Maggiore
Un piccolo Matteo Girlanda ai tempi delle giovanili dell’HellasGirlanda è stato anche giocatore del Montecchio Maggiore

Sarà un Montecchio in salsa Pearà quello si appresta ad iniziare un nuovo corso dopo le partenze eccellenti di quest’estate. Questo perché i nuovi dell’attacco (Guccione, Dimas Goncalves e Corazza) sono stati abituali frequentatori dei campi dilettantistici veronesi. E perché dalla terra scaligera viene anche il nuovo coach pronto a raccogliere la pesante eredità di De Forni. Nato a Zevio ma residente a S. Giovanni Lupatoto, 40 anni da poco compiuti, Matteo Girlanda di calcio ne ha masticato parecchio. Difensore centrale cresciuto nel vivaio dell’Hellas (con la prima squadra vanta pure una panchina in B nell’ultima gara del torneo 97/98), frequentatore delle giovanili azzurre dove ha incontrato Andrea Pirlo, ha all’attivo due annate in C2 e 240 gettoni in serie D. Categoria nella quale ha vinto due volte (Sudtirol e Portogruaro) e si è legato in modo particolare al Montecchio, dove ha fatto quattro campionati. Non consecutivi: dopo il biennio 2001/03 ci è ritornato altre due volte, segno di un legame che col tempo non si è mai logorato. «Sì è vero - commenta il nuovo trainer castellano - è sempre rimasto un bel rapporto tra me e il Montecchio. E poi il presidente Aleardi mi è stato vicino quando in passato ho avuto problemi di salute, quindi se mi chiamavano io ritornavo subito. Quando retrocedemmo dopo il play-out con il Lonigo (poi la squadra venne ripescata ndr) ho dovuto lasciare per restare in serie D. La mia idea era sempre quella di fare il salto di qualità e magari puntare alla C, infatti poi a Portogruaro vinsi il campionato. In seguito ci sono state delle combinazioni lavorative o di studio per ritornare e non è un caso se qui ho fatto quattro anni. A parte il primo, sono stati campionati all’insegna della lotta per la salvezza. E quando c’era da lottare non mi tiravo indietro». La carriera da tecnico per Girlanda è iniziata quattro anni fa ma solo in un caso ha guidato una prima squadra (lo Zevio salvato da subentrante in Prima nel 2016/17). In altri due casi ha fatto il secondo (Garda e Ambrosiana) e nell’ultima stagione ha preso in mano gli juniores elite del S. Giovanni Lupatoto guidandoli ad una gran rimonta. «Appena fatto il patentino sarei potuto subito partire con una prima squadra - spiega Girlanda - però avevo un lavoro con i turni che non me lo permetteva. Adesso mi sono sistemato con il lavoro e posso allenare in prima persona, era quello che volevo. A chi mi ispiro come tecnico? Beppe Sannino e Paolo Vanoli sono stati gli allenatori che mi hanno dato di più e ai quali mi ispiro. Entrambi sono grossi motivatori e lavorano con un’intensità altissima: Sannino dava molta importanza all’assetto difensivo mentre Vanoli si concentrava di più sulla fase di costruzione. La mia chiamata da tecnico del Montecchio è stata una sorpresa anche per me ed è stato un insieme di cose. Un po’ il fatto di conoscerci a vicenda e un po’ il fatto che mi hanno visto all’opera con gli under visto che il Montecchio militava nello stesso girone. Penso che abbia avuto un suo peso nella scelta anche il nipote del presidente, Mattia, che ha seguito la juniores: lui palleggiava con noi quando ero capitano a Montecchio e forse un po’ si ricordava di me, sia come giocatore sia per il carattere che mettevo in campo». Sabato alle 17 il Montecchio giocherà un’amichevole in casa del Chioggia guidato dall’ex Mario Vittadello. •

Stefano Gobetti
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