18 agosto 2019

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27.05.2019

La gioia di giocare a calcio da Marostica a San Pietro

I ragazzi della scuola media di Marostica “Dalle Laste” a Roma per l’evento “Il calcio che amiamo”
I ragazzi della scuola media di Marostica “Dalle Laste” a Roma per l’evento “Il calcio che amiamo”

«Felicità è un pallone per giocare insieme la partita della vita». Con questa affermazione Papa Francesco si rivolge ai 6 mila studenti presenti nell’aula Paolo IV a Città del Vaticano nell’intervento tenuto, all'interno della festa-conferenza “Il calcio che amiamo” promossa, venerdì, dalla Gazzetta dello Sport in collaborazione con il Miur, la Figc e la Lega di Serie A . A vivere questa emozionante esperienza i giocatori di calcio a 5 del comprensivo Dalle Laste di Marostica, vincitori del titolo regionale studentesco delle scuole medie. Nel corso della giornata si sono succeduti gli interventi di Franco Baresi, Carolina Morace, Gianluca Pessotto, Arrigo Sacchi, Clarence Seedorf, Samuel Eto’o, Claudio Ranieri, Javier Zanetti e Francesco Messori. Alla trasferta a Roma hanno potuto partecipare solo dieci dei dodici studenti che hanno contribuito al successo nella rassegna provinciale e regionale studentesca che ha reso possibile la partecipazione a questo evento culturale che andava a sottolineare come sia necessario mantenere la dimensione ludica, non a caso la parola gioco ricorre all'interno della sigla della Figc. Gli alunni del “Dalle Laste” che hanno portato la scuola al titolo regionale sono Mattia Corezzola, Mattia Cuman, Matteo Di Blasio, Yidenkal Mabilia, Marco Morello, Matteo Marcon, Wognet Cedric N’daye, Riccardo Novello, Leonardo Pison, Davide Rossi, Riccardo Scanagatta, Alex Schiro, assieme al professor Nicola Costenaro. La loro forza è stato l'essere squadra; faticare, sudare e correre insieme con lo stesso obiettivo. Essendo già impegnati con gli allenamenti con le loro rispettive squadre, non sono stati svolti allenamenti extra perché «se metti insieme ragazzi che sanno giocare a pallone, la squadra non può che giocare bene» osserva il professore. La kermesse culturale e allo stesso tempo sportiva ha permesso loro di visitare Roma, vedere da vicino campioni del passato, allenatori che hanno fatto la storia come Arrigo Sacchi, incontrare il Papa da cui hanno ricevuto la benedizione e con cui hanno pregato insieme con tanti loro coetanei vivendo un momento di crescita come uomini perché prima di tutto - come ha sottolineato il pontefice - lo sport va a formare uomini non giocatori. Soprattutto con i giovani non si può perdere di vista il valore educativo e formativo del calcio, il business e lo spettacolo meglio lasciarlo agli adulti. Il bello di giocare al pallone è poterlo fare insieme agli altri, il calcio è un invito all'amicizia, alla socialità, al rispetto dell'altro ed educa a ciò che viene dopo, non è la vita come ha sottolineato Seedorf. «Lo sport è una grande occasione per imparare a dare il meglio di sé, con sacrificio e impegno, ma soprattutto non da soli», ha aggiunto il Papa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

CH.RE.
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