25 agosto 2019

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08.08.2019

Tizian è il “fulmine della notte” Alla Trans d’Havet non manca mai

Tizian con la maglia da senatore della celebre corsa del trailTizian durante una corsa
Tizian con la maglia da senatore della celebre corsa del trailTizian durante una corsa

Certe gare ti entrano nel cuore. Matteo Tizian ha disputato tutte e otto le edizioni della Trans D’Havet; anche quella del 2014 dove, a causa del maltempo, la gara venne interrotta. E così si è aggiudicato il titolo di “Senatore”. Nel mondo del trail è conosciuto da tutti come Tizian “Fulmine della notte”, perché non ricordandosi i nomi delle persone che gli i presentavano, chiamava tutti “fulmine”. Che è diventato il suo soprannome con l’appendice “della notte” per i vent’anni trascorsi a fare il barista. Affascinato dal Summano, Tizian ha iniziato a studiare la storia e le leggende che ruotano intorno al monte scoprendo che nell’antichità era considerato il dio dei temporali notturni. Residente a Santorso, tre anni fa il runner vicentino ha contribuito a dare vita ai Summano Cobras, organizzatori della Schio Jungle, della SuperPippo e quest’anno anche della Maistrack. Cosa spinge una persona a fare una gara di trail? Io pratico trail non solo per l’aspetto sportivo, come attività all’aperto e salutare, ma perché sono attratto dai boschi. Sono appassionato di fotografia, spesso mi alleno all’alba o al tramonto per poter anche immortalare dei panorami con determinate luci o in situazioni particolari. E mi piace stare a contatto con la natura, vedere il cambio di colori nel corso delle varie stagioni. Il trail permette anche di promuovere il territorio.. Da quando ho iniziato a organizzare eventi, li ho sempre associati alla promozione del territorio per consentire agli sportivi di conoscere zone o montagne sconosciute, oltre alle tradizioni locali. Con gli assessori parlo sempre di promozione sportiva ma anche di territorio perché anche loro riconoscono l'importanza di questo connubio. È importante organizzare eventi nei propri Comuni con un focus, come ho fatto con la SuperPippo per il centenario sul Pasubio o oon lo Schio City Jungle sui sentieri abbandonati del Novegno. Mi piace molto lavorare su questi aspetti e non solo sul fornire un tracciato soddisfacente per l'atleta. Qual è il suo percorso preferito? Le 52 gallerie. Le percorro durante l’alba ed è uno spettacolo pazzesco sia per il cambio di luce che per le inquadrature. Anche il Carega mi piace, però, lo raggiungo a ore più tarde. Quali sono le difficoltà per un organizzatore di trail? La burocrazia e la sicurezza. È giusto che negli anni ci sia sempre maggior sicurezza, piani sanitari, enti che sorvegliano, affiliazioni ma non sono aspetti facili da gestire e bisogna tenersi continuamente aggiornati. Gli ingredienti fondamentali sono buon senso, fantasia e gusto associando tradizioni, territorio, e tecnicità del percorso. Le partecipazioni alla Trans D’Havet: 2012 17h14'23; 2013 16h26'13; 2014 Gara interrotta causa maltempo; 2015 17h01'07; 2016 17h30'19; 2017 16h37'49; 2018 15h46'02; 2019 15h55'26. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Chiara Renso
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