07 luglio 2020

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30.12.2019

Non cammina, ma allena i ragazzi «Master, basta pensare alle gare»

Battistello primo al traguardo della Chiasso-Mendrisio-MuggioFrancesco Battistello con i suoi giovani allievi  Suppa e Lazzaretto
Battistello primo al traguardo della Chiasso-Mendrisio-MuggioFrancesco Battistello con i suoi giovani allievi Suppa e Lazzaretto

Quando il cuore batte forte per l’atletica è difficile fermarlo. Anche quando la malattia ti mette a dura prova. Nonostante le difficoltà di deambulazione Francesco Battistello, ex atleta e allenatore specialista, classe 1940, continua a essere presente in campo a seguire i giovani, tra i quali i promettenti Francesco Suppa e Alex Lazzaretto dell’Asi Breganze, società di cui è stato presidente per 30 anni. Il fatto di poter trasmettere e insegnare loro qualcosa gli danno la forza per superare tutto. «Suppa e Lazzaretto, figlio del mio ex atleta Antonio - spiega Battistello - promettono bene e sono cresciuti tanto in questa stagione. Sono la mia vittoria da allenatore “maturo”. Nella mia carriera ho portato ben 24 atleti a vestire la maglia della nazionale: ostacolisti, lanciatori, velocisti, mezzofondisti e saltatori in lungo, molto sono approdati al professionismo». Oggi li segue ancora con lo stesso entusiasmo dei primi tempi e ogni suo atleta gli è rimasto impresso tanto da ricordare i primati e le date. «Gli atleti di oggi sono diversi rispetto a quelli di un tempo; ora vi sono troppe distrazioni. Atleti si nasce ma vi sono tre componenti che aiutano a fare la differenza: la scuola, la volontà e la famiglia. Lasciavo libera Giulia Tessaro (ostacolista delle Fiamme Oro, ndr) di andare alle feste il sabato sera, ma alle 8 di domenica mattina la aspettavo in campo. Il sacrificio e la fatica vengono sempre ripagati». Battistello non è molto favorevole alla crescita del movimento dei master che, secondo lui non fa bene all’atletica: «atleti con una certa esperienza, a una certa età, dovrebbero allenare e seguire i giovani e farli crescere, non pensare solo a se stessi. Uno dei miei maestri è stato proprio Guido Perraro, che è stato per me come un papà. Voleva farmi diventare responsabile delle Fiamme Oro». Ha iniziato a praticare l’atletica a Breganze nel 1955. A quel tempo le piste di Schio, Vicenza e Bassano erano le migliori della provincia e vi erano tre società ai vertici nazionali. Le categorie erano tre, non basate sull’età: si avanzava tramite i risultati e a 15 anni gareggiava con chi ne aveva anche 30. «Ho iniziato come molti grazie ai Giochi della Gioventù. Ho frequentato le medie a Breganze e poi sono stato studente del Rossi. Per andare a disputare la finale provinciale di atletica partivamo a piedi dal Rossi e, in un’occasione, abbiamo portato con noi una cassa da morto per dire agli avversari che non ci sarebbe stata storia. Eravamo la squadra più forte. Le categorie sono nate nel 1958 quando vinsi la semifinale dei 3000 agli italiani junior di Bologna in 8’50” sotto la guida di Mario Lanzi». Anche durante il tragitto per andare in campo si faceva riscaldamento. «Andavo ad allenarmi a Schio partendo da Breganze in bicicletta. Quando andavo a Vicenza invece pedalavo fino a Sandrigo e poi prendevo il treno. Ho iniziato come mezzofondista, la marcia è arrivata dopo a causa di un problema all’inguine. Nel 1960 ho iniziato a marciare, seguito dall’olimpionico Pino Dordoni, che ha allenato anche Vittorio Visini, ancora attivo come allenatore a Schio e mio “compare”. Attraverso l'atletica si creano legami forti, condividendo fatiche e chilometri. Mi allenavo sull’argine, in particolari sui “giaroni” della cava di Sandrigo. Le piste erano in terra battuta e venivano usate in estate. Si correva con scarpe di cuoio rigido, poi dal 1966 Adidas ha iniziato a produrre le scarpe di gomma». Battistello vanta un curriculum chilometrico in tutti i ruoli dell’atletica leggera: atleta, allenatore, dirigente di federazione e presidente di società. Incarichi rivestiti con il massimo impegno che gli son valsi una miriade di riconoscimenti da Coni e Fidal. Nella marcia Battistello è arrivato ad accarezzare il sogno olimpico classificandosi al quarto posto nelle selezioni per Mexico’68, disputate in un circuito adiacente l’Ossario di Asiago. Una volta smesso di gareggiare, è stato uno dei fondatori dell’atletica Breganze insieme all’olimpico Carlo Laverda. «Con lui hoorganizzato nel 1969 i campionati italiani dei 20 km di marcia a Breganze, e la gara fa trasmessa in diretta. Purtroppo nella gara di casa venne squalificato uno dei miei atleti Guido Battistin». •

Chiara Renso
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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Campodarsego
54
Legnago Salus
49
Ambrosiana
48
Union Clodiense Chioggia
47
Mestre
45
Adriese
44
Feltre
44
Cartigliano
42
Cjarlins Muzane
42
Luparense
37
Caldiero
37
Este
36
Chions
35
Belluno
34
Delta Rovigo
31
Montebelluna
30
Vigasio
30
Tamai
22
San Luigi
21
Villafranca Vr
17
Ambrosiana - Cartigliano
1-0
Cjarlins Muzane - Legnago Salus
1-0
Delta Rovigo - Villafranca Vr
Este - Mestre
Feltre - Montebelluna
Luparense - Campodarsego
San Luigi - Chions
3-1
Tamai - Caldiero
Union Clodiense Chioggia - Adriese
Vigasio - Belluno