23 ottobre 2019

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15.09.2019

«Mennea, un mito che stregò anche Mourinho»

José  Mourinho assieme a Pietro Mennea, scomparso nel 2013L’avv. Angelo Cascella, originario di Barletta come Pietro Mennea
José Mourinho assieme a Pietro Mennea, scomparso nel 2013L’avv. Angelo Cascella, originario di Barletta come Pietro Mennea

«Lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita». Una frase che riassume il pensiero di Pietro Mennea, la Freccia del Sud, capace di realizzare quarant’anni fa il record del mondo dei 200, quel 19”72 che rimase imbattuto fino alle Olimpiadi di Atlanta ’96, quelle di Michael Johson. Mennea era un campione fuori e dentro la pista e, una volta smesso di gareggiare, ha raccolto successi anche come avvocato, dirigente, commercialista. Tra i grandi estimatori del velocista azzurro c’è Angelo Cascella, l’avvocato vicentino originario di Barletta (città natale di Mennea) che ha conosciuto il campione e con lui ha stretto una relazione non solo professionale ma anche di amicizia. «Era uno dei docenti al master in diritto sportivo della Luiss. Il nostro rapporto è nato professionalmente per poi instaurare una relazione di amicizia durata vent’anni. Con Pietro ho lavorato a pubblicazioni, convegni e a molte iniziative. Era un uomo di molti interessi e di grande cultura. Quello che ho sempre ammirato di lui era la sua abnegazione e lo spirito di sacrificio che lo hanno portato a ottenere successi sia nell’atletica che nel lavoro». Mennea era molto stimato anche dai suoi avversari. «Tommie Smith, a cui aveva strappato il record- racconta Cascella - si recò a Roma dagli Stati Uniti per la presentazione del libro di Mennea sul record del mondo. Il cubano Silvio Leonard, battuto a Mosca ’80 da Mennea, ricordava il suo rivale come persona spontanea e sincera». Una delle sue frasi famose era «lo sport è bello perché non è sufficiente l’abito. Chiunque può provarci». Dopo 6-7 ore di allenamento in pista Pietro si ritirava nella sua stanza per dedicarsi agli studi, riuscendo a diventare avvocato. «Solo lui poteva sopportare certi carichi di lavoro- continua Cascella -. Non ha mai saltato un giorno per infortunio. Era conosciuto per la sua serietà, si sottoponeva a regimi alimentari rigidi, mai bevuto nemmeno acqua gasata. Non faceva mai nulla che potesse compromettere la qualità degli allenamenti». Anche Josè Mourinho lo ammirava molto. «Nell’anno del triplete Pietro mi raccontò di aver ricevuto una telefonata da parte del tecnico portoghese che gli comunicò la sua ammirazione per lui. Mourinho aveva ricevuto in regalo dal padre un libro su Mennea. In occasione di un Roma-Inter di Coppa Italia andò a seguire un allenamento dei nerazzurri. Mou portava l’esempio di Mennea ai suoi giocatori». «Pietro era considerato un uomo scomodo, contro il sistema. Per questo non ricoprì alcun incarico a livello federale. Era un uomo tutto d'un pezzo, rigoroso, coerente, non scendeva mai a compromessi. Portò avanti la lotta al doping e ne criticò l’abuso». Il campione di Barletta è stato rivalutato dopo la sua morte. «Ma è un peccato- conclude Cascella - che le sue capacità come manager e professionista non siano state sfruttate dal sistema sportivo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Chiara Renso
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Serie D - Girone C

CLASSIFICHE
RISULTATI
Cartigliano
20
Campodarsego
19
Adriese
18
Caldiero
17
Luparense
16
Union Clodiense Chioggia
14
Ambrosiana
13
Este
13
Legnago Salus
13
Cjarlins Muzane
13
Belluno
12
Chions
11
Mestre
11
Feltre
11
Delta Rovigo
10
Vigasio
10
Villafranca Vr
9
Montebelluna
6
Tamai
3
San Luigi
1
Adriese - Union Clodiense Chioggia
2-0
Belluno - Vigasio
2-0
Caldiero - Tamai
1-0
Montebelluna - Feltre
1-1
Campodarsego - Luparense
3-2
Cartigliano - Ambrosiana
2-1
Chions - San Luigi
3-1
Legnago Salus - Cjarlins Muzane
2-2
Mestre - Este
0-2
Villafranca Vr - Delta Rovigo
1-1

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