17 luglio 2019

Spettacoli

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13.12.2016

"Soldi facili": La Zonta
gioca la carta
della farsa e fa divertire

Alessandra Agosti

THIENE

Debutto tra le risate per La Zonta che l’altra sera, ospite del Comune di Thiene in un Auditorium Fonato sold-out, è tornata al teatro brillante con “Soldi facili” di James Paulding, con l’adattamento del testo e la regia di Giampiero Pozza.

Dopo tanto teatro impegnato, concentrato sul dramma moderno e contemporaneo (l’ultimo lavoro è “Mercurio” di Amélie Nothomb, il prossimo – al debutto al Fonato il 14 gennaio – sarà “Madame de Sade” di Yukio Mishima), la formazione thienese si concede dunque, insieme al pubblico, una vacanza nella terra del puro e semplice divertimento scacciapensieri.

Lo fa con una pièce di fine Ottocento, che la capace mano drammaturgica di Pozza rende pressoché irriconoscibile e attuale. Ma lo fa anche mettendo in campo una squadra composta da dieci interpreti di assai diversa esperienza, spinta addirittura, in alcuni casi, fino al “battesimo del palcoscenico”. Ed è qui che Pozza - che di teatro ne sa, e parecchio - spinge con intelligenza e decisione sui pedali della farsa e della caratterizzazione molto marcata dei personaggi, riuscendo così a creare un insieme comico, piccantino e coinvolgente quanto basta per far passare in secondo piano qualche (comprensibile) debolezza interpretativa, sulla quale, comunque, l’olio di prove e repliche porterà sicuri benefici.

La pièce è tutta giocata sul più classico degli “scambi”, da sempre infallibile meccanismo comico. A passare di mano in mano, in questo caso, è una valigetta piena di soldi di dubbia provenienza. L’impiegatucolo Jerry se la ritrova tra le mani proprio il giorno del suo compleanno e decide di svignarsela con la moglie Meg al seguito. Ma quello che doveva essere il più efficace dei piani (taxi, volo, Madrid) si trasforma in una girandola di equivoci, complicazioni, bugie e altre catastrofi, mentre il piccolo appartamento di Jerry e Meg diviene crocevia di personaggi stralunati e situazioni surreali.

Grande manovratore della messinscena è lo stesso Pozza, adrenalinico e infaticabile nel ruolo di Jerry, un “vinto” che per una volta nella vita sente di aver fatto il colpo grosso e non vuole farselo sfuggire. è lui a fare da fulcro all’insieme, che ha dei buoni puntelli anche in Mario Dalla Fina (spassosissimo Peter, padre di Jerry), in Vittoria Bianchini (moglie non proprio devotissima di Peter) e nella giovane ma già promettente Martina Forestan che, superato il nervosismo del debutto, disegna una convincente Meg, impegnata a vincere a furia di “bicchierini” la tensione per i progetti di fuga del marito. Simpatici anche l’integerrima ispettrice di Cristina Ceola e il folle tecnico del carro attrezzi impersonato, volumente (molto) sopra le righe, da Corrado Carollo, personaggio-ponte tra il palco e il pubblico. Prova generosa e coraggiosa anche per gli altri acquisti de La Zonta: Massimiliano Dalla Via (tassista furioso), Marco Rigon (poliziotto corruttibile), Marika Gecchelin (affamata amica di famiglia) ed Ermanno Fabris (suo marito).

AGOSTIA
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