06 aprile 2020

Spettacoli

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05.02.2020

Rossi re anarchico diretto a Versailles nel segno di Molière

Paolo Rossi musicista fra il gruppo di attrici e attori che domani sera sarà a Schio con “Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles”
Paolo Rossi musicista fra il gruppo di attrici e attori che domani sera sarà a Schio con “Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles”

Lorenzo Parolin SCHIO “Il re anarchico” fa tappa a Schio per la stagione di prosa “Grande Teatro”. Il sovrano in questione è il 66enne Paolo Rossi che sarà all’Astra domani alle 21 con “Il re anarchico e i fuorilegge di Versailles”. Per Rossi, considerato tra i comici più imprevedibili d’Italia, si tratta di un ritorno dopo sette anni di fronte al pubblico scledense. Lo farà da interprete e regista, con un gruppo di artisti impegnato «in un varietà dallo stile surreale e irriverente». Motore dell’azione scenica sarà Molière, protagonisti saranno gli attori di una compagnia teatrale italiana impegnati raggiungere Versailles, luogo simbolico e terra di fuorilegge, con l’intento di portare in scena una commedia, appunto, di Molière. Da qui prenderà forma uno spettacolo costruito come il racconto di un sogno, attraverso il quale la compagnia arriva finalmente a destinazione. «Proporremo un varietà onirico – ha dichiarato Rossi - per spaziare dalla prosa alla musica con un’improvvisazione rigorosa che renderà la pièce nuova ogni sera». La musica sarà frutto della contaminazione tra canzoni e danze popolari italiane ad accompagnare «una storia fuori dal tempo, che parla di oggi, ma senza cronaca, un teatro che immagina il passato per ricordarsi il futuro». Così, si incroceranno le visioni del tempo presente con la storia del conflitto tra il potere e i fuorilegge, «coloro che vivono ai margini della strada e non hanno voce, in bilico tra la scena e la vita, tra il teatro e il potere. Il tutto in uno spettacolo di sogno, speranza, parola, musica e…risate». Quanto a Rossi, da sempre conteso tra Monfalcone, dove è nato, e Milano, dove è cresciuto, da alcuni anni ama immergersi nei temi d’attualità, mettendoli in dialogo con i classici: da Shakespeare a Molière a Bertolt Brecht, all’amata Commedia dell’Arte. «Le mie armi – dice - sono quelle concesse ai comici: l’oltraggio e lo sberleffo, la sorpresa, la provocazione verbale, le invenzioni poetiche e una esuberanza fisica che simboleggia la diffidenza di fronte allo stato delle cose». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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