16 settembre 2019

Spettacoli

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02.08.2019

Parole e musica come mappa per ritrovare la rotta tra i sogni

Marta Dalla Via ha curato la regia di “Le notti bianche”Il cantautore Giulio Casale sarà stasera sul palco del Remondini
Marta Dalla Via ha curato la regia di “Le notti bianche”Il cantautore Giulio Casale sarà stasera sul palco del Remondini

Lorenzo Parolin BASSANO «Uno spettacolo per sognare i propri sogni, non quelli che qualcun altro vorrebbe imporci». Marta Dalla Via e Giulio Casale, regista e cantante-attore-ideatore definiscono così Le notti bianche, evento di teatro e musica, ispirato all’omonimo racconto di Dostoevskij, in scena stasera alle 21 al teatro Remondini (e non al castello “Tito Gobbi”) di Bassano con Operaestate festival. Sul palco, accanto al cantautore trevigiano, l’attrice padovana Giulia Briata. La storia, in analogia con quanto scriveva Dostoevskij nel 1848, evidenzia la potenza creatrice del sogno e i suoi rischi, articolando la narrazione lungo quattro notti e un mattino, per raccontare le vicende di un sognatore e del suo amore allo stesso tempo profondo e fugace. Una storia fatta di confidenze sussurrate, di speranze e intrecci notturni, di risvegli amari e di desideri inespressi. Il tutto sulla scia di alcune domande relative al confine tra realtà e immaginazione e alla possibilità di cullarsi nei propri desideri anche se non sono stati mai realizzati. «Avevamo tre elementi, nei mesi scorsi, sui quali lavorare - spiega la regista -. Innanzitutto la narrazione di Dostoevskij, poi le canzoni-poesie di Casale e la dimensione teatrale entro la quale collocare questa versione del racconto. Li abbiamo voluti mettere in armonia, evidenziando, tra le altre cose, l’eccesso di parole che quotidianamente dobbiamo subire». Il risultato è uno spettacolo che indaga nel profondo il pensiero e l’animo umano, nelle loro necessità e contraddizioni, con l’obiettivo di cercare la forma della felicità. «L’idea di fondo - riprende Casale - sta nella massima “il cuore affranto si cura con l’udito”, perché le relazioni, specie quelle che ci portano a realizzare i nostri sogni, hanno bisogno di parole ma anche di silenzi». «Se dovessi definire questo lavoro - ancora Casale - direi che è “fatto con cura per essere una cura” e che, sul piano formale, è concerto e teatro nella stessa proporzione». Musica, parole e azione scenica, quindi, nella convinzione che “chi parla male pensa male – come evidenzia Giulia Briata citando Nanni Moretti – e chi pensa male vive male. In un mondo ricco di creativi ma povero di sognatori, questo è un altro dei principi che ci hanno guidato». Il biglietto costa 15 euro intero, 12 ridotto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
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