11 agosto 2020

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31.01.2020 Tags: Teatro

La ferita del caso Moro apre la rassegna sull’Italia

Un momento della pièce sul caso Moro che apre la rassegna di Dueville sulla storia recente dell’Italia
Un momento della pièce sul caso Moro che apre la rassegna di Dueville sulla storia recente dell’Italia

DUEVILLE Inizierà oggi al Busnelli di Dueville una nuova rassegna teatrale per narrare la recente storia del Bel paese. “Italia: come eravamo, come siamo”, nata dalla collaborazione tra Matàz Teatro e Dedalofurioso, e il sostegno del Comune di Dueville, nasce con l'intento di ospitare sul palco di via Dante un progetto che sappia raccontare un’Italia raramente studiata sui banchi di scuola e spesso rimasta in quel limbo tra la memoria diretta e un passato che può essere già storia. Assieme a Matàz Teatro, - che porterà in scena “Rita e il giudice” sulla vicenda personale di Rita Atria, un lavoro fresco di debutto lo scorso 17 gennaio al teatro TEM Mortise di Padova, - nel cartellone figurano due tra le più interessanti e innovative compagnie del territorio che indagheranno quegli aspetti della storia recente d’Italia capaci di indurre riflessioni e di sollevare inquietudini. La rassegna prenderà il via stasera con Teatro Boxer in “La ferita nascosta. Come ho conosciuto Aldo Moro, i suoi assassini e quella foto lì”. La compagnia padovana, nata nel 2004 e guidata dall’autore e attore Andrea Pennacchi, alle 20.30 presenterà questo spettacolo nato da una ricerca della durata di due anni sulla vita, il rapimento e la morte di Aldo Moro, lo studio di varie commissioni d’inchiesta, con la collaborazione di Gero Grassi, vice presidente della Seconda Commissione parlamentare sul Caso Moro, che ha fornito importanti informazioni inedite e documenti recentemente desecretati. Il racconto si svilupperà sul set di un film su Aldo Moro con il protagonista che rivivrà il disagio provato tanti anni prima alla vista della famosa foto con la stella a cinque punte. Deciderà così di iniziare a raccogliere informazioni sulla storia di quell’immagine, cadendo in breve tempo nel vortice di una vicenda in cui è difficile fare chiarezza, dove non è possibile distinguere i buoni dai cattivi e spesso la verità è troppo difficile da concepire per essere digerita. Si renderà conto che il suo dolore nascosto è la ferita di un intero paese. “Italia: come eravamo, come siamo” proseguirà il 28 febbraio con lo spettacolo di Matàz Teatro “Rita e il giudice. Storia di scelte, padri e mafia” e il 13 marzo con “Malabrenta” della compagnia Teatro Bresci. Biglietto d'ingresso a 10 euro, ridotto a 7 euro e gratuito per i giovani fino ai 12 anni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MA.BI
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