11 agosto 2020

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15.02.2020 Tags: Teatro

A scuola di emarginazione e disagio Ma in quella classe si studia il riscatto

I protagonisti della piece “La classe”, questa sera sul palco del TcVi
I protagonisti della piece “La classe”, questa sera sul palco del TcVi

VICENZA La stagione di prosa del Teatro Comunale di Vicenza prosegue questa sera alle 20.45 in Sala grande con un lavoro dedicato alla società vista, interpretata e vissuta dalle giovani generazioni: “La classe” di Vincenzo Manna, regia di Giuseppe Marini, una produzione 2018 dell’Accademia Perduta Romagna Teatri, di Goldenart e della Società per Attori, che ha Claudio Casadio, Andrea Paolotti, Brenno Placido come interpreti principali, e con Edoardo Frullini, Valentina Carli, Andrea Monno Cecilia D'Amico, Giulia Paoletti. Il lavoro teatrale è un intenso spettacolo di impegno civile sui temi del disagio giovanile, della violenza e delle forti disuguaglianze sociali che abitano le grandi città europee, applaudito ovunque nel corso della tournée sui palcoscenici italiani, spettacolo che sarà al Teatro Comunale di Vicenza nell’unica data veneta della stagione invernale 2020. Alle 20.00 al Ridotto, ci sarà l’Incontro a teatro condotto da Andrea Dellai, attore e formatore teatrale vicentino, per discutere e approfondire con il pubblico e con alcuni attori del cast le tematiche di questo intenso lavoro di denuncia sociale. “La classe” è il frutto di un progetto multidisciplinare che ha visto collaborare soggetti impegnati nei settori della ricerca, della formazione e della psichiatria sociale. Da una ricerca basata su migliaia di interviste a giovani tra i 16 e i 19 anni, sulla loro relazione con gli altri, intesi come diversi, altro da sé, e sul loro rapporto con il tempo, inteso come capacità di legare il presente con il passato ed il futuro, è scaturita l’idea di questa interessante rappresentazione, una sorta di spaccato sociale con dinamiche e situazioni che sono davvero istantanee dell’esistente. Gli argomenti trattati nel corso delle interviste hanno fornito un importante contributo alla scrittura drammaturgica del testo teatrale. L’ambientazione è in una piccola città europea in forte crisi economica, dove disagio, criminalità e conflitti sociali sono il quotidiano di un decadimento generalizzato che sembra inarrestabile. A peggiorare la situazione, appena fuori dalla città, c’è lo “Zoo”, uno dei campi profughi più vasti del continente che ha ulteriormente deteriorato un tessuto sociale sull’orlo del collasso ma ha anche portato lavoro, non ultima la costruzione di un muro intorno al campo per evitare la fuga dei rifugiati. Alla periferia della cittadina, in uno dei quartieri più popolari, a pochi chilometri dallo Zoo, c’è una scuola superiore, un Istituto Comprensivo specializzato in corsi professionali di avviamento al lavoro... •

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