07 luglio 2020

Spettacoli

Chiudi

27.01.2020

Wagner e la Memoria «per rigettare l’uso distorto della musica»

Coro e Orchestra del conservatorio Pedrollo diretti da Claudio Martignon: domani  concerto con WagnerUn ritratto del grande compositore tedesco Richard Wagner
Coro e Orchestra del conservatorio Pedrollo diretti da Claudio Martignon: domani concerto con WagnerUn ritratto del grande compositore tedesco Richard Wagner

Filippo Lovato VICENZA Wagner al concerto per la Giornata della Memoria. Succederà anche questo. Domani alle 18 nella sala Pobbe del Pedrollo il preludio da Tristano e Isotta del compositore tedesco aprirà la scaletta dell’evento in ricordo delle vittime della Shoah organizzato dal Conservatorio di Vicenza. Sul palco l’orchestra dell’istituto musicale berico diretta da Claudio Martignon. Il concerto, preceduto dalla prolusione del presidente del conservatorio Filippo Crimì, si concluderà con la messa n. 2 in sol maggiore D. 167 di Schubert che coinvolgerà oltre all’orchestra diretta da Martignon, il coro del conservatorio preparato da Laura Martelletto e i solisti Hanna Kim, Yumin Yang e Diego Castello. L’evento è a ingresso libero. Proporre Wagner in occasioni come queste è opinabile. Il direttore del conservatorio Roberto Antonello giustifica la scelta con l’indubbio valore artistico dell’opera, precisando che lo studio del brano «è divenuto occasione per spiegare come sia esistito ed esista un uso distorto della musica, assolutamente da rigettare, nel momento in cui è piegata ad affermare concetti di superiorità di un regime e di un popolo sugli altri». E aggiunge che «la musica contiene gli anticorpi utili e necessari affinché tragedie come quella che ricordiamo in questi giorni non si ripetano». Nei suoi scritti (uno per tutti: Il giudaismo nella musica) Wagner ha assunto posizioni antisemite, anche se, in forza di un opportunismo forse ancora più meschino, non ha disdegnato di ricorrere al talento dei musicisti ebrei per l’allestimento delle sue opere. Però non si può imputare a Wagner, morto nel 1883, l’influsso che ebbero le sue idee su Hitler, nato nel 1889, anche se negli anni ’20 e ‘30 i discendenti del primo furono sostenitori del nazismo. Non è colpa di Wagner se Hitler arrivò alla Cancelleria del Reich. Se gli scritti di Wagner sono antisemiti, lo è anche la sua musica? Una risposta affermativa condannerebbe la scelta del conservatorio come inopportuna: tutti giustamente si indignerebbero se fossero lette, durante una commemorazione della Shoah, le pagine in cui il compositore imputa agli ebrei la colpa della presunta decadenza del popolo tedesco. La questione relativa alla musica di Wagner è tuttavia dibattuta: in Israele l’autore del Tristano e Isotta non è il beniamino dei programmi di sala, malgrado taluni, come Daniel Barenboim (rinomato interprete wagneriano di famiglia ebraica), abbiano provato a forzare il cordone sanitario che circonda le sue opere. Nella misura in cui si è disposti ad accettare che l’opera si stacca dal suo creatore e vive di vita propria, nella misura in cui la musica, per la sua astrattezza, non trasmette solo le intenzioni del suo autore, ma si eleva sopra di esse, si ascolterà di buon grado anche il sublime preludio del Tristano nella Giornata della Memoria, senza che ci venga voglia, come paventava Woody Allen, di invadere la Polonia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Filippo Lovato
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1