17 settembre 2019

Spettacoli

Chiudi

27.07.2019

Tra garbo e ironia i Mostri di Buzzati secondo Mirandola

Mirandola e la Baltazar  L.  PAROLIN
Mirandola e la Baltazar L. PAROLIN

Lorenzo Parolin CAMPOLONGO SUL BRENTA Un ritorno a otto anni di distanza, una serata che il pubblico ha gradito. I “Mostri, miracoli e misteri” firmati da Vasco Mirandola e dalla Bottega Baltazar, tra musica e teatro, conquistano nel segno di Buzzati le duecento persone che si sono date appuntamento sul lungofiume a Campolongo. La serata con Operaestate a conclusione della festa del paese, ormai è un classico per Campolongo e quest’anno c’è anche da celebrare l’istituzione del nuovo Comune di Valbrenta. Dino Buzzati, quindi, qualche chilometro più a sud di Valstagna che lo aveva visto nel 2011, sempre cavallo vincente specie se a un passo ci sono le montagne. Quello proposto, è il Buzzati di “La boutique del mistero”, “Le notti difficili”, “Sessanta racconti”, “In quel preciso momento”, “Il Colombre” e “I miracoli di Val Morel”. Mirandola mette il mestiere di attore, la Bottega (Giorgio Gobbo alla voce e chitarre, Sergio Marchesini alla fisarmonica e Antonio De Zanche al contrabbasso) le musiche. Musiche come “La bella Listilina” o “Stregato da un sorriso” che oltre a legare i segmenti recitati, li accompagnano sullo sfondo regalando atmosfere. Quanto a Mirandola, conferma la propensione all’ironia e nella selezione di testi di Buzzati non dimentica la storia della lepre d’Alpago apparsa nel bosco imbracciando un fucile o quella di “Angelo Del Pont, tipografo di Polpet, seriamente disturbato dalle formiche mentali” finchè un’invocazione alla Santa “non fece sparire gli animaletti”. La vicenda è parte della raccolta “I miracoli di Val Morel” ma qui Buzzati sembra pescare dal repertorio di storielle ebraiche dell’Europa centrale nelle quali il rabbino toglie dagli impicci il matto del paese. Allo stesso modo, a cogliere i frutti del seme piantato da Buzzati, sono oggi gli attori-autori del Triveneto che da Paolini in giù pescano nel patrimonio di racconti, favole e aneddoti locali, tramandati oralmente fino a mezzo secolo fa. Rispetto alla versione dello spettacolo proposta nell’estate del 2011 sono più sfumati i toni felliniani e quelli alla Kafka di “Crescendo”, il racconto-horror tratto da “Le notti difficili”, mentre si fa apprezzare la versione di “Vecchio frack” tra cantato di Gobbo, recitativo di Mirandola e un accenno dell’ “a domanda risponde” come se sul palco ci fossero Renzo Arbore e il mai dimenticato Roberto Murolo. Non inedito, ma garbato e gradevole. Per una sera d’estate a conclusione della festa del paese è una scelta che paga. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Parolin
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Verdi Lonigo