20 gennaio 2020

Spettacoli

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29.10.2019

Nella musica della loro Irlanda c’è la voce delle parole non dette

I musicisti che hanno incantato il pubblico vicentino durante il terzo concerto di Musica delle TradizioniIl duo al Ridotto del Comunale: protagonisti incantevoli ILARIA TONIOLO
I musicisti che hanno incantato il pubblico vicentino durante il terzo concerto di Musica delle TradizioniIl duo al Ridotto del Comunale: protagonisti incantevoli ILARIA TONIOLO

Federico Murzio VICENZA La percezione che qualcosa di bello stia per accadere dura il tempo dell’attacco di The King of Laois. A Caitlin’s Jigs l’ipotesi è già assodata. Alle prime parole di Donal Og il pubblico, che fino a pochi secondi prima accompagnava i musicisti scandendo il ritmo con mani e piedi, si ferma e ammutolisce. Dall’inizio dei primi accordi sono trascorsi pochi minuti. Il concerto conclusivo di Musica delle Tradizioni, domenica al Ridotto, raccoglie i frutti di una proiezione sensoriale, totalizzante e spirituale dell’Irlanda. Merito del duo Caítlin Nic Gabhann (concertina e danza) e Ciarán Ó Maonaigh (violino) e della formazione Birkin Tree (Fabio Rinaudo, Laura Torterolo, Michele Balatti, Claudio De Angeli). Facile intuire che l’evento si presti a più letture, tutte peraltro significative. C’è la ricchezza strumentale composta da violini, flauto traverso, cornamusa, chitarra, banjo e concertina; e c’è la presenza dei Birkin Tree che traducono in una performance pulita e suggestiva la fatica di essersi calati nei panni di un popolo non facile, quello irlandese, per interpretarne la musica. Ballate spigolose, costruite su tonalità vicine che di dolce hanno solo l’eco che alle volte può produrre nella mente di chi ascolta. E questo anche alla luce di un’esibizione completa -suoni, fisicità, danza (Caítlin Nic Gabhann), voce (Torterolo) – che mantiene energia e ritmo anche a dispetto dei temi, spesso tutt’altro che felici, che la musica della tradizione affronta. L’immagine stereotipata di una romantica Irlanda felix - verdi colline, pub e gente allegra – s’infrange sia nella realtà della storia e dell’ambiente, sia nel vissuto di chi ascolta, portando a galla ricordi personali e volti del passato. Le melodie e i testi di Lonely Waterloo, The King’s Shilling e di Paddy’s Green Shamrock Shore dilaniano le certezze, convincono che il bisogno di rimanere soli prima o poi si esaurisce nella presa di coscienza che gli individui si completano nella condivisione con altri individui. Il pubblico è coinvolto e ogni spettatore vive il momento. Irragionevolezza, sensualità e spiritualità irlandese si fondono e contagiano: non stupisce il desiderio di stringere la mano della ragazza “sconosciuta” dai lunghi capelli neri seduta vicino, così come non sorprende il pensiero di invitarla a ballare solo per vederla sorridere. La musica irlandese è la voce delle parole non dette. E l’abbraccio artistico tra Caítlin Nic Gabhann e Ciarán Ó Maonaigh e la formazione Birkin Tree sublima quest’idea nella tradizione rivisitata di sonorità antiche. Il successo, grazie anche a una relazione organica tra artisti e pubblico, si traduce in un’approvazione incondizionata degli spettatori. Lo spettacolo è tra i concerti più introspettivi e coinvolgenti degli ultimi anni e difficilmente si ripeterà a Vicenza. E se anche dovesse succedere, se persino i protagonisti fossero gli stessi, se pure le condizioni si riproponessero, quei momenti non saranno mai come la prima volta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Federico Murzio
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