19 giugno 2019

Spettacoli

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23.04.2019

Il Jazz club le suona di notte Mai la stessa musica per il festival nel festival

Cristiano Arcelli e il suo sax saranno al Borsa il 14 maggio con “Johnny Come Lately”, omaggio a HodgesIl Black Art Jazz Collective  formato da alcuni dei migliori solisti della scena newyorkese post-boppisticaIl batterista ungherese Ferenc Nemeth cerca una possibile strada jazz verso l’Europa Orientale
Cristiano Arcelli e il suo sax saranno al Borsa il 14 maggio con “Johnny Come Lately”, omaggio a HodgesIl Black Art Jazz Collective formato da alcuni dei migliori solisti della scena newyorkese post-boppisticaIl batterista ungherese Ferenc Nemeth cerca una possibile strada jazz verso l’Europa Orientale

VICENZA Nel cartellone dell’edizione 2019 di New Conversations – Vicenza Jazz, la ventiquattresima della kermesse jazzistica vicentina, a fianco dei grandi concerti nei teatri spiccano i live che si svolgeranno sotto le volte della Basilica Palladiana in Piazza dei Signori: è il Jazz Café Trivellato - Bar Borsa, jazz club ufficiale e luogo centrale della vita notturna del festival. Dopo il prologo del 9 maggio in trasferta a Thiene, venerdì 10 il festival prenderà possesso dell’intero territorio cittadino di Vicenza, con i suoi circa 150 eventi. E dal quel momento sino a domenica 19 il Borsa offrirà ogni sera occasioni d’ascolto, tutte a ingresso gratuito e con inizio alle 22 (seguite poi alle 23.30 da jam session). Quest’anno il palco del jazz café sotto la Basilica sarà dedicato soprattutto a solidissime proposte di jazz moderno, con ospiti internazionali di riguardo. La programmazione, messa a punto da Lorenzo Conte, in condivisione con la direzione del festival di Riccardo Brazzale, sarà capace di destare l’interesse degli appassionati ma anche di entusiasmare chi cerca un ascolto informale. Il Festival New Conversations – Vicenza Jazz 2019 è organizzato dal Comune di Vicenza e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz e in collaborazione con il Bar Borsa. Il calendario del Jazz Café Trivellato avrà come sempre l’aspetto e l’attrattiva di un festival nel festival. A inaugurarlo, venerdì 10 maggio, sarà Five Miles More, un omaggio al ‘divino’ Miles Davis, proposto da un quintetto (Robert Bonisolo, David Boato, Luca Mannutza, Lorenzo Conte, Alfred Kramer) che si ispira nell’organico e nel repertorio alle formazioni davisiane che hanno fatto la storia del jazz tra anni Cinquanta e Sessanta. Sabato 11, per evitare sovrapposizioni con il concerto di Roy Paci & Aretuska che si tiene in Piazza dei Signori, niente musica dal vivo bensì una selezione di vinili. Si riparte coi live domenica 12 assieme ai Barionda, una formazione unica nel suo genere, con quattro sax baritoni e una batteria: Javier Girotto, Florian Bramböck, Helga Plankensteiner e Giorgio Beberi riportano alla luce il repertorio dei grandi baritonisti jazz come Gerry Mulligan, Pepper Adams, Harry Carney, Serge Chaloff… Lunedì 13 si ascolterà il quartetto “Axiom” del batterista bosniaco Dejan Terzic: una all stars che affianca il serbo Bojan Z al pianoforte (noto dalle nostre parti per un duo con Paolo Fresu dall’ormai lunga storia), il neozelandese Matt Penman al basso e Chris Speed, una delle voci sassofonistiche più autorevoli della scena newyorkese. Tinte jazzistiche più classiche martedì 14 con “Johnny Come Lately”, un omaggio a Johnny Hodges firmato dal sassofonista Cristiano Arcelli. Mercoledì 15 il quartetto Purple Rain, col trombettista David Boato, renderà omaggio a una serie di icone del rock e del pop in chiave jazz. Protagonista della sera di giovedì 16 sarà il Black Art Jazz Collective, una eloquente all stars che mette in prima linea alcuni dei migliori solisti della scena newyorkese più saldamente legata alla tradizione post-boppistica: Jeremy Pelt, Wayne Escoffery, James Burton III, Xavier Davis, Vicente Archer e Johnathan Blake. Il No Smoking Quartet dell’esuberante vocalist inglese Alan Farrington, che si ascolterà venerdì 17, è una band che sa come far alzare la temperatura della serata, attingendo a piene mani da Gershwin, Porter, Ellington, Berlin e poi passando con massima naturalezza ai classici del pop-rock. Il batterista ungherese Ferenc Nemeth, che si ascolterà sabato 18, cerca con il suo trio una possibile strada che dal jazz conduca alla tradizione musicale dell’Europa Orientale. Domenica 19 una Jam Session farà da colonna sonora al calare del sipario sulla programmazione del Borsa e di Vicenza Jazz. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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