25 febbraio 2020

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27.12.2019

Il Capodanno al Civico viaggia tra Italia e Vienna

Il direttore Costantini dirigerà domenica i Labirinti Armonici
Il direttore Costantini dirigerà domenica i Labirinti Armonici

Filippo Lovato SCHIO «Combineremo la tradizione italiana con il repertorio viennese, senza rinunciare a proporre qualcosa di nuovo». Così Giovanni Costantini riassume il programma del concerto di Capodanno che dirigerà al Civico di Schio domenica 29 dicembre in due recite alle 17 e alle 21. Si tratta del secondo appuntamento della stagione musicale promossa dalla Fondazione del teatro. Costantini, che introdurrà anche i brani al pubblico, condividerà il palco con l’orchestra Labirinti Armonici, il soprano leoniceno Giulia Bolcato, che ha al suo attivo scritture in Italia e all’estero, e il tenore veronese Alex Magri, prima voce del coro della Fondazione Arena di Verona. Il direttore vicentino, 36 anni, torna al Civico Schio («un teatro dove è meraviglioso fare musica») dopo il successo raccolto nel concerto di Capodanno del 2018. L’evento si intitola Vita d’artista, dal nome del celebre valzer di Johann Strauss jr. incluso nella scaletta. Saranno però italiani i primi brani in programma. «Cominceremo – racconta Costantini – con un’ouverture di Rossini. L’anno scorso avevamo scelto La gazza ladra, quest’anno sarà Il barbiere di Siviglia. Poi, con i cantanti, proporremo tre brani dall’Elisir d’amore di Donizetti. Così facendo riusciamo a presentare un sunto dell’opera al pubblico, nella speranza di coinvolgerlo e incuriosirlo, perché il concerto di Capodanno sia sì un’occasione festosa, ma anche il pretesto per fare cultura». La scelta dell’Elisir d’amore è tutt’altro che casuale. «Considero benaugurante – spiega il direttore – questo lavoro, per la sua leggerezza e il lieto fine. Molte arie famose di opere di Verdi e Puccini provengono da lavori drammatici e disperati, poco adatti a far iniziare l’anno con ottimismo. Quella di Donizetti poi è un’opera che parla del vino, contrabbandato per elisir, e il nostro concerto si chiuderà con un brindisi. E infine, a mio parere, se un domani il teatro Civico di Schio sarà nelle condizioni di allestire un’opera, dovrebbe partire da un lavoro come quello del bergamasco che, come molte opere buffe, è più vicino alla sensibilità di oggi». Dopo Donizetti si aprirà la parentesi viennese: ecco Vita d’artista, la Polka dei contadini, ancora di Johann Strauss Jr. e la Pizzicato – polka, lavoro a quattro mani dei fratelli Strauss, Josef e Johann Jr. «Ci sarà poi – continua Costantini – un nuovo intervento dei cantanti. Prima il tenore, rivolgendosi al soprano, canterà Come di rose un cespo dalla Vedova allegra di Lehar. A seguire il soprano si cimenterà con Il bacio di Arditi, un’aria virtuosistica, quasi in risposta all’ultimo verso del pezzo precedente nel quale il cantante aspira appunto a un bacio. I due proporranno poi assieme Non di scordar di me di De Curtis». La scaletta ospiterà anche la Marcia ungherese dalla Dannazione di Faust di Berlioz, un lavoro tanto brillante ed energico quanto poco noto al grande pubblico, e due danze ungheresi di Brahms. Nel finale Sul bel Danubio blu, il più celebre dei valzer di Strauss jr. Non mancheranno i tradizionali bis. Il concerto durerà circa un’ora e venti, senza intervallo. Pochi ancora i biglietti disponibili (platea e palchi 19 euro; galleria 15 euro). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Filippo Lovato
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