23 settembre 2019

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19.04.2019

Fracasso pensa a Notre Dame con il Requiem firmato Duruflè

Il Maestro Giuliano Fracasso: domani concerto pasquale a S. Corona
Il Maestro Giuliano Fracasso: domani concerto pasquale a S. Corona

Franco Pepe VICENZA Il Requiem di Maurice Duruflè come preghiera liturgica per i defunti, per soli, coro, archi e organo, e brevi assolo per mezzosoprano e baritono. Domani alle 17 nel tempio di Santa Corona il concerto che Giuliano Fracasso con il Coro e Orchestra di Vicenza dedica da anni alla città in occasione del periodo pasquale per riflettere con la musica ai piedi della croce. Ed è, anche questa volta, con il sempre appassionato Fracasso e una formazione musicale che ha superato il mezzo secolo di attività, un nuovo appuntamento di prestigio imperniato sulla maggiore opera di un compositore che fu molto attivo a Parigi come assistente dell’organista Louis Vierne proprio nella cattedrale di Notre Dame, devastato dal tragico rogo di questi giorni. Non a caso, quindi, la scelta del maestro vicentino, reduce da una serie di successi nei maggiori teatri veneti, che vuole, con l’omaggio a Duruflè, dedicare un pensiero ideale a un monumento simbolo della cristianità, celebrando, appunto, un raffinato autore di musica sacra e un virtuoso dell’organo, ingiustamente caduto nell’oblio, che visse da protagonista parte della sua vita artistica nella cattedrale metropolitana francese suonando, fra l’altro, la prima della Sinfonia VI op. 59 dello stesso Vierne in una memorabile serata del 1935. Il suo Requiem, unica perla che oggi si ricorda di una prolifica produzione, si distingue per l’originalità dell’abbinamento di arcaiche melodie gregoriane a moderne sonorità. Lo spiega egli stesso commentando questo Requiem ispirato alla forma proposta dalla liturgia tradizionale e modellato sul tema gregoriano della messa dei defunti. «Il testo – scrisse - è rispettato integralmente e l’organo interviene solo per sostenerlo o commentarlo, con l’intento di rappresentare semplicemente un momento di serenità, fede e speranza. Mi sono sforzato di conciliare, per quanto possibile, la ritmica gregoriana come è stata fissata dai benedettini di Solesmes interpretandola in modo moderno». Ingresso libero con offerta responsabile quale contributo alle spese organizzative. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Franco Pepe
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