29 settembre 2020

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27.11.2019 Tags: Concerti

Fra tanti campioni canto a Sanremo “Uno per tutte”

L’avv. Claudio Pasqualin nelle vesti di “crooner” verso... l’Ariston!
L’avv. Claudio Pasqualin nelle vesti di “crooner” verso... l’Ariston!

Una volta, dopo averlo sentito cantare, l’amico Don Backy gli disse: “Te, sei una vecchia ciabatta da night!”. Una sentenza che, scoccata da un toscanaccio doc, suonava come una specie di complimento. Ma nemmeno il buon Aldo Caponi, in arte appunto Don Backy, poteva immaginare che la sua sarebbe stata pure una profezia, visto che proprio in veste di “crooner” l’avvocato Claudio Pasqualin, domani sera, salirà sul palco del Teatro Ariston di Sanremo – nientemeno - per interpretare “Uno per tutte”, brano con cui Tony Renis vinse il festival nel 1963. Dunque, una nuova tappa si profila all’orizzonte per il vulcanico e poliedrico legale udinese di nascita e vicentino d’adozione, non bastassero le sue multiformi attività di procuratore sportivo per autentici assi da Alex Del Piero in poi, opinionista televisivo, ex calciatore, ciclista amatoriale (con un palmarès ricco di vittorie nelle competizioni di categoria tra avvocati e addirittura un titolo mondiale fra i giornalisti), nonché d’appassionato gourmet e, dulcis in fundo, persino di poeta. Conviene perciò approfondire la cosa, interpellando direttamente l’interessato. Pasqualin, ma come nasce il suo lato canterino? Beh, bisogna risalire alla seconda metà degli anni Sessanta, quando a Udine, mentre studiavo giurisprudenza e insegnavo ginnastica, militavo come vocalist nel gruppo Les Pythons dove suonava mio fratello. Era l’era beat, giravamo col classico furgoncino, e finimmo col trovarci a tu per tu con miti come Patty Pravo, o l’Equipe 84. Anzi, ricordo che, a una rassegna, arrivammo a battere pure I Corvi, uno dei complessi più in voga di allora. Poi, in epoche più recenti, arriva il capitolo con Los Pablitos, vero? Cioè con Paolo Rossi, Don Backy, Roberto ‘Apo’ Ambrosi e altri, tra cui Luca Barbarossa e Giulio Todrani, il papà della celebre Giorgia. Con le nostre ‘Voci dal Cuore’ abbiamo realizzato quattro dischi, i cui proventi sono stati destinati a favore della ricerca sui trapianti di fegato. Mi si dice che la nostra versione di ‘Guantanamera’ sia stata apprezzata da Zucchero, e un altro elogio dev’essere giunto da De Gregori per la cover de ‘La leva calcistica del ‘68’. Confesso che, quando registravamo a Roma, il nostro premio più ambito dopo le sessioni era… la pasta cacio e pepe. E questa avventura sanremese che origine ha? Dovete sapere che, nel mondo del ciclismo, viene attribuito il premio ‘La catena incatricchiata’ a chi ha vissuto, suo malgrado, un episodio sfortunato. L’anno scorso quel riconoscimento è toccato anche a me per aver visto sfumare, dopo un sacco di lavoro, la candidatura di Vicenza per i Mondiali 2020. Bene: durante l’evento di consegna dei trofei, ci siamo messi a cantare in allegria, e io ho intonato ‘Una carezza in un pugno’, il famoso brano di Celentano. Tra i presenti c’era Riccardo Magrini, ex ciclista e oggi commentatore per Eurosport, nonché promoter del Festival della Canzone Sportiva che si teneva in Liguria, il quale evidentemente si è ricordato di me nel momento in cui la manifestazione, quest’anno, approda all’Ariston di Sanremo. E quindi, che accadrà domani? Che si terrà il concerto ‘Campioni & Canzoni’, ovvero tanti personaggi del mondo dello sport chiamati a interpretare, a loro scelta, un pezzo che abbia fatto la storia del festival della Città dei Fiori. Alla ribalta saliranno nomi come Evaristo Beccalossi, Claudio Chiappucci, Kristian Ghedina, Isolde Kostner, Marco Melandri, Gianni Motta, Sara Simeoni, Stefano Tacconi, Dino Zandegù, mentre in giuria avremo Vincenzo Nibali, Italo Zilioli, Josè Altafini, Memo Remigi, Franco Fasano, Christian Recalcati, Franco Bagutti. Presenteranno lo show Eleonora Capelli e Luca Gregorio, ad accompagnare i cantanti sarà l’Orchestra Italiana Bagutti. Il ricavato andrà alla Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale S. Anna di Torino e alle onlus Abeo di Verona e Arcobaleno di Bergamo. E lei si sente pronto? L’emozione c’è, dato che mi troverò nel tempio della canzone italiana. Ma mi sto esercitando a dovere e confido che tutto vada bene già durante le prove che si tengono in queste ore. Ho scelto ‘Uno per tutte’ di Mogol-Testa-Renis perché è un brano confidenziale che ritengo adatto alle mie corde. Purtroppo non ci potrà essere Paolo Rossi a sostenermi, ma smoking ce l’ho, e inoltre posso contare su due preparatori d’eccezione. Chi, se è lecito? Ovviamente Roberto ‘Apo’ Ambrosi che, data la sua esperienza di cantautore, ho nominato mio manager di fiducia. E poi mia sorella Gloria che, per fortuna, è stata docente di musica.

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