07 luglio 2020

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25.01.2020

Eva Levy Segrè e la Memoria affidata a un violino

SCHIO È appartenuto a Eva Maria Levy-Segrè, deportata ad Auschwitz, ed ora risuonerà a Schio, al Teatro civico, in un evento, organizzato in occasione della Giornata della memoria, in programma oggi alle 16. È “Il violino della Shoah”, strumento che dà il titolo all’evento e che in passato è appartenuto alla musicista morta nel tristemente noto campo di concentramento. Dopo la deportazione, Eva Maria fu incaricata di suonare il suo violino nel bordello di Birkenau, per allietare i nazisti. Una pratica che continuò fino a quando lo strumento si ruppe. A quel punto la musicista, 23 anni, tenuta in vita nel campo proprio per il suo ruolo, decise di suicidarsi, pur di non finire nelle camere a gas. Il concerto-narrazione, organizzato dal centro di cultura “Cardinale Elia Dalla Costa” nel suo trentottesimo anno di attività, in collaborazione con Ludus Soni e Aned e con il patrocinio del Comune, racconterà la tragica storia della musicista e del suo strumento: lo stesso violino protagonista dei tragici fatti, oggi custodito al Museo del violino di Cremona, sarà suonato da Alessandra Sonia Romano, mentre la vicenda sarà narrata da Federica Zanella e Davide Prosdocimi della compagnia Schio Teatro Ottanta. Dopo la fine della guerra il violino è stato restaurato, con l’inserimento, voluto dal fratello di Eva Maria Levy-Segrè, Enzo, di una croce di David in ebano e madreperla. Il congiunto della musicista, anch’egli deportato ad Auschwitz ma scampato alla morte, si è tolto la vita nel ’58. Durante l’appuntamento al Teatro civico il pubblico potrà sentire la storia della musicista deportata nel lager, ascoltando musiche selezionate per l’occasione e assistendo alla proiezione di documenti nazisti sui collaudatori dei gas, di foto di Birkenau e dei due fratelli Levy-Segrè. L’ingresso è libero. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MA.CA.
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