13 dicembre 2019

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13.11.2019

Entusiasmo e suoni OTO, bella gioventù in viaggio con Kraus

Un momento della serata intitolata “Stoccolma” COLORFOTO ARTIGIANAIl maestro Andrea Marcon dirige l’Orchestra del teatro Olimpico nel concerto d’avvio stagione al TcVi
Un momento della serata intitolata “Stoccolma” COLORFOTO ARTIGIANAIl maestro Andrea Marcon dirige l’Orchestra del teatro Olimpico nel concerto d’avvio stagione al TcVi

Eva Purelli VICENZA Bella gioventù, quella della Oto che lunedì ha riempito di suoni ed entusiasmo la Sala grande del Teatro Comunale di viale Mazzini. Si è inaugurata la stagione sinfonica della Oto, con un cartellone che la vedrà protagonista da novembre, appunto, a maggio 2020. Direttore principale è stato riconfermato il pianista Alexander Lonquich che la dirigerà in tre appuntamenti. Il primo però ha visto alla guida della giovane orchestra di formazione vicentina una bacchetta di respiro internazionale, il musicista trevigiano Andrea Marcon che per la prima volta ha diretto la Settima Sinfonia in Italia, qui a Vicenza. E in scaletta oltre a Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig Van Beethoven, anche un autore misconosciuto, interessante rivelazione: Joseph Martin Kraus. Il titolo del programma era “Stoccolma”. Niente a che vedere per fortuna con la dipendenza psicologica della Sindrome, piuttosto con una caratterizzazione geografica dell’autore nato però in Baviera lo stesso anno di Mozart, il 1756. Joseph Martin Kraus a Stoccolma si trasferisce invece. E’ il 1778, alle spalle ha studi in diritto e musicali avendo frequentato il Seminario musicale a Mannheim. Kraus a Stoccolma viene protetto dal Re Gustavo terzo di Svezia, divenendone Kappellmeister e Direttore dell’Accademia Musicale Reale. Viene paragonato da alcuni musicologi a Mozart non solo perché coincide l’anno di nascita (e quasi di morte, essendo morto Kraus l’anno seguente, il 1792) ma anche per il suo talento e per un certo linguaggio elegante e fluido. Nella Sinfonia in do minore VB 142, noi in realtà abbiamo notato un forte gioco di contrasti drammatici, di colore romantico, più che apollineo mozartiano e un riferimento chiaro allo stile compositivo di Haydn. Un gioco chiaroscurale intenso e ben caratterizzato nei tre movimenti di impianto, per nulla di maniera o banali e che hanno impegnato la compagine orchestrale. Squisitamente mozartiano invece il ritratto che si evince dalla amabile ed elegante Sinfonia in do maggiore n.36 k.425 “Linz” che Mozart scrisse quando era ospite proprio nella cittadina austriaca. Anche qui la penna compositiva è debitrice alla grande perizia di Haydn, ma come sempre, nel caso si tratti di Mozart, bastano due, tre guizzi unici per caratterizzare la buona genialità del lavoro: un passaggio modulante, un cromatismo, la scelta d’incipit di un tempo lento. Sia in Kraus che in Mozart la Oto si è mossa con impegno e gran energia, dimostrando l’attento e scrupoloso lavoro di cesello attuato da Andrea Marcon che ha diretto la giovane orchestra a conclusione di serata in un capolavoro assoluto: la Settima Sinfonia di Beethoven. Una interpretazione a tutto tondo, con appropriati agogici e soprattutto con moltissima vis ritmica e comunicativa, nei tempi di apertura e chiusura ma anche sapiente di delicatezze come nel celeberrimo Allegretto. Molti e pienamente convinti gli applausi. Il prossimo appuntamento della Oto al Comunale è il 9 dicembre con la bacchetta di Lonquich. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eva Purelli
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