29 settembre 2020

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01.12.2019 Tags: Concerti

Così si esplorano le nuove frontiere della musica

Ritmo 3 in azione oggi a BassanoAndrea Zamengo
Ritmo 3 in azione oggi a BassanoAndrea Zamengo

Maurizia Veladiano BASSANO Per chi ama le frontiere della nuova musica contemporanea, l’appuntamento in programma oggi alle 18 nel Ridotto del Teatro Remondini è sicuramente da non perdere. Organizzato dall’Associazione “Taverna Maderna”, nata nel settembre di quest’anno per volontà di un gruppo di giovani interpreti e musicologici coordinati dal compositore vicentino Leonardo Mezzalira, il concerto prevede l’intervento della formazione “RITMØ3” composta dai percussionisti Andrea Zamengo, Emanuel Bollotto e Alberto Anhaus, che nelle loro performance assemblano strumenti tradizionali, invenzioni elettroniche e oggetti di uso comune. Si tratta di tre musicisti con una solida preparazione classica, che amano misurarsi con fonti sonore inconsuete come quelle che attraversano il brano “Echolalia” dell’autore americano Mark Applebaum, in cui sperimentazione sonora e momenti rappresentativi realizzano una performance ad alta tensione emotiva. Il tutto elaborato elettronicamente da Matteo Polato. Uno spettacolo a tutto tondo, dunque. Musica e teatro insieme alla ricerca di spazi ricchi d’imprevisti e nuove potenzialità. Si comincia con “Trama” di Giorgio Battistelli, dove il percussionista veste i panni di un mago che tenta d’ipnotizzare il pubblico; si continua con “Table Music” di Thierry de Mey, in cui i tre musicisti sono seduti intorno a un tavolo e ne suonano la superficie; per arrivare ad “Aphasia” dello stesso Applebaum, dove l'interprete non produce alcun suono, ma rincorre le suggestioni elettroniche trasmesse dagli altoparlanti. Sulla stessa linea si muovono “Proclama” e “Ars interpretation”, due pezzi creati per l’occasione da Leonardo Mezzalira e Alberto Anhaus. Il primo prevede l’intervento di un unico strumentista armato di tamburo impegnato nella declinazione di un testo che, anche quando è udibile, risulta beffardamente enigmatico; mentre il secondo reinterpreta artisticamente il processo di apprendimento di un musicista. Chiuderà la serata “Capeo col frontìn”, un brano del compositore Simone Tessari che s’ispira ai linguaggi della popular music, e in particolare alla trap italiana. Al termine del concerto piccolo aperitivo e scambio d’idee con artisti e organizzatori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Maurizia Veladiano
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