19 gennaio 2020

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30.11.2019

Cantori, Affetti e Polifonico Un Messiah per Righele

I Cantori di Santomio sono preparati da Nicola SellaIl Coro Polifonico di Giavenale è guidato da Pierdino Tisato
I Cantori di Santomio sono preparati da Nicola SellaIl Coro Polifonico di Giavenale è guidato da Pierdino Tisato

Filippo Lovato SCHIO La stagione 2019 di Coralità Scledense si chiuderà con un doppio appuntamento dedicato al Messiah di Händel, un evento che si accorda con le imminenti feste natalizie, ma offre anche l’occasione di ricordare un carismatico protagonista dell’attività corale vicentina, Piergiorgio Righele. Questa sera e domani, domenica 1 dicembre alle 20.45 il duomo di Schio ospiterà il grandioso oratorio del Sassone, diretto da Pierdino Tisato. Ai suoi ordini si disporranno l’orchestra barocca I Musicali Affetti, con Fabio Missaggia violino di concerto, e due ensemble vocali che si collaborano per la prima volta, I Cantori di Santomio preparati da Nicola Sella e il Coro Polifonico di Giavenale guidato dallo stesso Tisato. Le parti solistiche saranno affidate ad Alessio Tosi (tenore), Fulvio Fonzi (basso), Marta Redaelli (soprano) e Valeria Girardello (contralto), reclutata anche come solista al prossimo Concerto di Capodanno della Fenice diretto da Myung-Whun Chung. L’omaggio tributato a Righele attraverso questo concerto non potrebbe essere più pertinente. Intanto per la presenza dei Cantori, il coro dal lui fondato nel 1967 che, sotto la sua guida, arrivò a imporsi in tanti concorsi, tra cui il prestigioso Guido d’Arezzo. Poi per il connubio con il Coro Polifonico di Giavenale fondato da Tisato, per il quale, allora giovanissimo, Righele ebbe parole di incoraggiamento. E infine per la scelta del Messiah, che rimase un sogno irrealizzato del musicista scomparso nel 1997. Di certo si tratta del più celebre degli oratori di Händel, forse del più famoso in assoluto. Il notissimo Hallelujah che chiude la seconda parte non è che una delle meraviglie di un lavoro che conquistò il pubblico fin dalla prima esecuzione a Dublino nel 1742. Il musicista tedesco lo compose in sole tre settimane, ispirato dal libretto di Charles Jennens che aveva combinato passi della Bibbia in inglese (nella traduzione capolavoro di re Giacomo), testi dal Book of Common Prayer e dalla traduzione Coverdale dei Salmi, per raccontare la storia di Gesù in un linguaggio comprensibile all’uditorio del tempo. Così la prima parte prepara all’avvento del Messiah, la seconda ne racconta passione, morte e risurrezione, e la terza canta il suo ritorno nella pienezza dei tempi. Anche chi parteciperà ai concerti di Schio potrà seguire l’opera nella propria lingua: gli ascoltatori infatti riceveranno in omaggio la guida all’ascolto del Messiah, con note e traduzioni, redatta da Vittorio Mincato. Biglietto 10 euro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Filippo Lovato
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