21 aprile 2019

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17.12.2018

Camponogara esalta il rivoluzionario Quarto di Beethoven

Un momento del concerto di Natale al teatro Mattarello di Arzignano: vivo successo
Un momento del concerto di Natale al teatro Mattarello di Arzignano: vivo successo

Eva Purelli ARZIGNANO Ecco gli ingredienti del concerto di Natale ad Arzignano che dal 1992 porta al Teatro Mattarello esempi del grande repertorio sinfonico e solistico riservato al pianoforte. Un giovane direttore d’orchestra veronese (è nato a San Bonifacio), Giancarlo Rizzi, la comprovata esperienza del pianista arzignanese Antonio Camponogara, l’eterna musica di Ludwig Van Beethoven, che proprio a Vienna il 22 dicembre 1808 al Teatro An der Wien eseguì per la prima volta il Concerto in sol maggiore Op.58. Dedicato all’Arciduca Rodolfo d’Austria, meglio noto come Concerto numero 4, è un Concerto che rivoluziona i tradizionali rapporti tra solista e orchestra e mostra anticipazioni dell’intimismo di uno Schubert e estrapolazioni liriche di schietto segno romantico. Lo si è sentito appieno nel centrale Andante con moto in cui Camponogara si è espresso con delicatezza e spiccata musicalità. Mentre all’Allegro moderato d’incipit e al brillante Rondò finale Camponogara ha riservato un dialogo fitto, tecnica fluida con una visione organica del disegno armonico generale. Interessante e originale inoltre la scelta del pianista di utilizzare sia nel primo che nel terzo movimento la cadenza scritta da Johannes Brahms e non quella originale di Beethoven, fornendo una strumentazione ancora più ricca e organica. L’intesa con l’Orchestra di Padova e del Veneto è perfetta e da otto anni l’Orchestra che è l’unica istituzione concertistico-orchestrale operante nel Veneto collabora nel concerto tradizionale natalizio e con il solista di Arzignano. Di Rizzi, non ancora ventenne ma che debutterà con un Faust al Teatro An der Wien (lo stesso dove si esibì Beethoven con questa pagina sinfonica e pianistica) nel 2019 è già segnato un destino dal profilo internazionale. Specializzato nel repertorio rossiniano e belcantistico collabora con i più importanti teatri europei e orchestre italiane. Ha un dono che pochi direttori hanno: sa fare “parlare” l’orchestra ed è un talento che fa la differenza. Una particolarità bene espressa nella direzione del Concerto ripartita con il solista e unicamente con l’organico per una versione trascinante e gioiosa della Sesta Sinfonia proposta nel proseguimento di serata. Molto calorosi i consensi del pubblico, ringraziato con due bis: una Bagatella beethoveniana con ‘cameo’ improvvisativo di Camponogara, con il tema della natalizia ‘Tu scendi dalle stelle’ e la Sinfonia dall’opera di Rossini ‘La Cenerentola’. •

Eva Purelli
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