21 luglio 2019

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17.04.2019

Bach Superstar nelle mani di Kim Il difficile è un gioco meraviglioso

La violinista Suyoen Kim, 31 anni, violinista tedesca di origini coreane, applaudita al TCVI
La violinista Suyoen Kim, 31 anni, violinista tedesca di origini coreane, applaudita al TCVI

Eva Purelli VICENZA Johann Sebastian Bach superstar. A distanza di pochi giorni è il protagonista di due serate per la Società del Quartetto. Risolve l’appuntamento con la defezione purtroppo del pianista Lupu, con l’esibizione di Angela Hewitt e fa concludere la 109esima stagione dei Concerti del sodalizio musicale cittadino consegnando nelle mani della 31enne violinista tedesca coreana Suyoen Kim l’apice strumentale per lo strumento ad arco, con la proposta conclusiva dell’integrale di Sonate e Partite. Certo, due serate monografiche bachiane ravvicinate forse non hanno acceso l’entusiasmo di un numeroso pubblico. Perché Bach il “sommo Kantor” o lo si ama senza riserve penetrando nel suo universo di pura essenzialità o si rischia di etichettarlo come noioso, cerebrale, algido. Il Bach della Kim è nitidissimo e fluente, la cavata è morbida, il fraseggio senza affanni. La lettura sia della Partita numero 1 in si minore BWV 1002, che delle due Sonate affrontate a seguire, la seconda e la terza rispettivamente in la minore BWV 1003 e in do maggiore BWV 1005 sono di estrema eleganza ma soprattutto di solida precisione. Non vi è ansia nel condurre il linguaggio del prezioso Stradivari “Lord newlands” del 1702 nei passi di danza dell’Allemanda, della Corrente o della Sarabanda, il fluire è chiaro e senza orpelli, la risoluzione di abbellimenti o fioriture è metronomica ma non meccanica. Bach compone questi florilegi strumentali durante la sua proficua e duratura permanenza a Kothen (dal 1717 al 1723) dove è Kappellmeister e direttore di musica da camera alla corte del Principe Leopold. La produzione che ne segue è di assoluta eccellenza e di concentrata difficoltà tecnico espressiva, a riprova che Bach ebbe la fortuna di lavorare con bravissimi strumentisti e che egli stesso padroneggiava lo strumento ad arco con grandissima bravura. Lo scorso anno la violinista Suyoen Kim esordì a Vicenza con la prima serie di Partite e Sonate, nel concerto finale della Stagione ha concluso l’offerta dell’integrale violinistica regalando una interpretazione della prima Partita di gran smalto. Le Sonate Bwv 1003 e 1005 strutturate nello stile severo delle Sonate da Chiesa (con una Fuga sempre nel secondo movimento) nelle mani della Kim si sono ammantate di una coerente musicalità, rispettosa della partitura ma ricca di pienezza espressiva e di una sonorità esaltata dal prezioso Stradivari. Vette di contrappuntistica genialità bachiana si sono amalgamate con una risoluzione di perfetto dominio senza alcun segno di tensione, forzatura o superficialità. Così che la violinista ha sempre dato l’impressione che suonare questo Bach così impegnativo, sia per lei un meraviglioso gioco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eva Purelli
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