19 gennaio 2020

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24.11.2019

“Autogestione” dei Sogni Spira Mirabilis, è Inverno

L’orchestra Spira Mirabilis torna a Vicenza dopo la felice esperienza con la prima sinfonia di Brahms
L’orchestra Spira Mirabilis torna a Vicenza dopo la felice esperienza con la prima sinfonia di Brahms

Filippo Lovato VICENZA All’inizio di The art of conducting, una delle sue trasmissioni di divulgazione musicale, Leonard Bernstein comincia a dirigere la prima sinfonia di Brahms. Poi smette di muovere le braccia. L’orchestra va avanti da sola per un po’, pasticcia e si ferma. Bernstein prende la parola e comincia a raccontare dell’importanza del direttore, dell’evoluzione del suo ruolo nel corso della storia e del significato dei suoi gesti. Se avesse avuto di fronte l’orchestra Spira Mirabilis, che si esibirà su invito della Società del Quartetto questa sera alle 20.45 nella sala grande del Comunale, forse la trasmissione sarebbe andata diversamente: sì perché Spira Mirabilis è un collettivo strumentale che suona senza direttore. Curiosa coincidenza: nei concerti del tour 2017, partito da Vicenza, Spira Mirabilis propose proprio la prima sinfonia di Brahms. A un biennio di distanza l’orchestra “democratica” che coinvolge musicisti di tante nazionalità, provenienti da varie esperienze artistiche, proporrà un'altra prima sinfonia, la n. 1 in sol minore op. 13 Sogni d'Inverno di Čajkovskij. La Società del Quartetto ha titolato il concerto Peccato giovanile: se di peccato si trattò, certo venne scontato con una dura penitenza. Tanto Brahms quanto Čajkovskij infatti sudarono parecchio per ultimare il loro primo lavoro sinfonico. La prima versione dell’op. 13, completata nel 1866, costò al russo, allora ventiseienne, quasi un crollo nervoso. Dovendo insegnare armonia durante il giorno alla Scuola Musicale Russa di Mosca, non gli restavano che la notte e le vacanze estive per dedicarsi alla sinfonia. Riavutosi dalla crisi, decise di non scrivere più neanche una nota nelle ore notturne. La partitura del 1866 non convinse Anton Rubinstein né Nikolaj Zaremba, i vecchi insegnanti di conservatorio di Čajkovskij. Anche la prima esecuzione integrale del lavoro, nel febbraio del 1868 a Mosca, non riscosse grande successo. Così, forte della convinzione, espressa in una lettera al fratello Modest, che “per raggiungere uno scopo bisogna lavorare duramente”, il compositore intraprese una revisione nel 1874 e una successiva nel 1888. Vale solo la pena di notare che nel costruire la sinfonia Čajkovskij si servì anche di materiale musicale tratto da sue opere precedenti, come l’ouverture L’uragano, il cui secondo tema compare nell’adagio, e lo scherzo di una sonata per pianoforte che, orchestrato, divenne lo scherzo dell’op. 13. Una partitura così travagliata si offrirà come banco di prova per la Spira Mirabilis, che i suoi membri identificano più come un laboratorio di studio o un progetto autogestito che una vera e propria orchestra. Fondata nel 2007, ha al suo attivo già 76 progetti che comprendono, tra l’altro, le nove di Beethoven, Così fan tutte di Mozart e il Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn. Nell’incessante attività di ricerca e studio l’orchestra senza direttore si avvale anche delle lezioni di eminenti direttori, come Iván Fischer. Il concerto è dedicato alla memoria di Marilena Zara Balestra, già presidente degli Amici della Musica di Bassano del Grappa. Biglietti: intero 22 euro, ridotto over 65 16 euro, ridotto under 30 12 euro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Filippo Lovato
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