18 giugno 2019

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07.04.2019

Arie barocche e note spirituali si sposano nello “Stabat Mater”

Maria Elena PepiGiulia BolcatoAndrea Castello
Maria Elena PepiGiulia BolcatoAndrea Castello

Eva Purelli LONIGO Sarà il meraviglioso scrigno cinquecentesco del santuario della Madonna di Lonigo ad accogliere oggi (inizio alle 17, ingresso libero) lo “Stabat Mater”di Giovanni Battista Pergolesi. L’appuntamento è organizzato da Concetto Armonico in collaborazione con la Pro Lonigo. In tempi lontanissimi nel luogo dove sorge l’attuale santuario c’era una chiesa dedicata a San Pietro in Lamentese eretta, sembra, per ricordare un eccidio compiuto dagli Unni. Furono i monaci benedettini di Santa Maria in Organo di Verona a costruire un monastero che cadde però in abbandono fino al marzo 1486, quando il miracolo della Vergine ridestò l’attenzione dei fedeli sul luogo. Si narra che una immagine della Madonna dipinta sulla parete sud della chiesa, dopo essere stata sfregiata, si mosse e che dal petto sgorgarono gocce di sangue. Gli Olivetani costruirono l’attuale complesso, che comprende tre chiese: una votiva con la santa immagine venerata, una perpendicolare e la terza per le grandi celebrazioni. Il santuario, meta per secoli di pellegrini, si riempì di ex voto, oltre 350 tavolette lignee e altri manufatti. La raccolta, visitabile, si pone tra le maggiori d’Italia per quantità e qualità. In questo luogo, in vista delle festività pasquali, si esibiranno il soprano Giulia Bolcato, che a Madonna risiede e che ha debuttato per il festival del direttore artistico Andrea Castello, nell’“Orfeo” di Monteverdi nel 2017, e il contralto Maria Elena Pepi, che ha cantato lo scorso anno. La parte strumentale è affidata all’ensemble barocco Vicenza in lirica diretto al cembalo da Alberto Maron. Lo “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi, ha una strumentazione per archi e basso continuo e le parti cantate sono infatti per le sole voci di soprano e contralto. La sequenza cattolica del 1200 attribuita a Jacopone da Todi viene suddivisa dal compositore nato nel 1710 a Jesi in 12 sezioni con diverse arie solistiche e in duetti. Questa partitura ha sempre goduto di notorietà; molti musicisti (persino Bach) si ispirarono a questo capolavoro scritto da Pergolesi e completato il giorno della sua morte. Lo “Stabat” venne commissionato al compositore nel 1734 da una confraternita napoletana per officiare la liturgia della Settimana santa e sostituire la precedente versione di Alessandro Scarlatti. Lo “Stabat Mater” è stato proposto ieri ad Arsiè, in provincia di Belluno, nella chiesa di Santa Maria Assunta, mentre sabato 20 aprile alle 20.45 sarà ospitato nella chiesa di San Rocco a Vicenza. “Vicenza in lirica” sta preparando il Concorso lirico internazionale “Tullio Serafin” a Cavarzere dal 5 all’8 giugno e l’edizione di quest’anno dal 31 agosto al 15 settembre vedrà la riscoperta dell’opera buffa “La diavolessa” di Galuppi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eva Purelli
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