29 febbraio 2020

Spettacoli

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08.07.2019

Working Title Film Fest Il cine si mette al lavoro

Enzo Pancera VICENZA Con l’aperitivo serale ospitato dal Circolo Cosmos a Porto Burci, sabato sera, il Working Title Film Festival 2019 comincia a scoprire le carte della 4ª edizione che, su cinema e problemi del lavoro, si terrà dal 1° al 5 ottobre al Cinema Odeon, Exworks/Zerogloss, Bottega Faustino. L’illustrazione della direttrice artistica Marina Resta e di Giulio Todescan (ufficio stampa) affida la rottura del ghiaccio (pleonastica con ‘sto caldo) al video in cui i materiali cartacei delle precedenti edizioni sono debitamente infilati in una lavastoviglie che li restituirà rinnovati per la prossima avventura. Si lancia quindi la raccolta fondi a sostegno del festival che nelle edizioni precedenti è andata bene provando la virtuosa gestione della rassegna e il suo indiscutibile radicamento nel territorio. I sottoscrittori del crowdfunding possono scegliere tra quote diverse “compensate” con spillette, borsette, tshirt e buoni sconto di vari sponsor (Cinema Odeon, Exworks, Birrerie The Drunken Duck, Libreria Traverso: il gruppo si sta ingrandendo). Tutti i dettagli al sito www.workingtitlefilmfestival.it/2019/07/04/crowdfunding-wtff4. L’altra campagna del festival riguarda l’acquisizione di volontari. Si spera che tra i ventenni interessati alcuni siano disponibili per il lavoro preparatorio e la gestione delle proiezioni. È importante, infatti, che elementi giovani irrobustiscano i quadri del WTFF e colgano l’occasione per una bella esperienza. Vedere come funziona davvero una macchina-festival, pur di dimensioni contenute, è molto istruttivo. Inoltre se i volontari avessero particolari competenze (documentazione fotografica, traduzioni) l’occasione offerta dagli incontri e dalle sollecitazioni culturali le potrebbe valorizzare. Le anticipazioni sulla fisionomia del festival sono centellinate perché le cose sono in progress. Restano le sezioni competitive divise in lunghi-medi vs corti e documentari vs fiction. Continua, a parte, la corsia Extrawoks per opere sperimentali, videoarte, performance. Inoltre prende finalmente corpo il meeting tra produttori e cineasti con progetti sul lavoro; non una sezione “industry” ma un bel modo perché i due mondi si parlino. Il WTFF sta dunque diventando un’esperienza degna di riflessione: Marina Resta è invitata a presentarne l’attività, giovedì 11 al master di Ca’ Foscari Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali e il 23 al Lago Film Festival (Revine, Treviso) con particolare riferimento all’”indotto” del Festival: i 3 corti fatti dagli studenti del Boscardin e gli importanti tre corti realizzati, con bando, da 3 cineasti nel quartiere Ferrovieri l’autunno scorso, e proiettati il 25/5 nella rassegna milanese Lavoro fragile, pratiche resistenti. Dopo la presentazione campo libero al gruppo musicale Cetomedio che, nel nome e nelle tematiche, tiene viva l’attenzione sull’ascensore sociale pericolosamente incline alla discesa. Nel gruppo si è esibito coraggiosamente Giulio Todescan capo ufficio stampa del WTFF. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enzo Pancera
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